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lunedì 22 luglio 2013

Inganni e Promesse

E infine era giunto nel cuore di quell'oceano.
Li la voce di un uomo lo aveva chiamato con insistenza. E li era giunto, accompagnato dalla sua sposa, eterea e diafana immagine che mai lo aveva abbandonato...

Boltag lo scorse in lontananza... scorse l'immagine di quel vecchio stanco che si aggrappava con caparbietà al suo bastone... o meglio... alla sua lancia...

E ne era certo, il vecchio lo attendeva.

Al cacciatore questo non piaceva, non era suo uso accettare inviti insistenti ne giungere atteso fra le braccia del... nemico? Di questo non era certo. Cathline sembrava anzi... curiosa e incontenibile... quasi frenetica... eppure... qualcosa stonava in quell'incontro. Qualcosa aveva il vecchio sapore della... mala sorte.

Boltag aveva imparato, a sue spese, che nulla veniva nella vita per il semplice gusto del caso. Ma, anzi, gli Dei (o chi per loro, a Boltag questo poco importava) amavano prendersi gioco dei destini degli uomini. Intrecciandoli. Annodandoli. Disperdendoli poi per mera noia.


L'uomo fissava Boltag. Indubbiamente lo attendeva. E dungue... ormai era tardi per tirarsi indietro. Il cacciatore accarezzo la sua lama nera, non potendo fare la medesima cosa con la mano della sposa. La fisso per un attimo e poi riprese il suo cammino.

Koushgan lo vide arrivare, finalmente. La vita gli stava scivolando fra le dita come la sabbia che lo circondava. Poco tempo era rimasto perchè lui potess4 dare il suo messaggio al Cacciatore. E aveva iniziato a temere che l'uomo sarebbe stato sordo alla chiamata. Eppure, non avrebbe potuto che consegnare il suo messaggio

"Boltag, infine, sei giunto" il vecchio esordi con voce roco ma ferma. E il Cacciatore nell'udire il suo nome trasalì. Non amava giungere atteso. E ancor meno amava giungere noto.

"Chi sei vecchio? E per quale motivo mi attendi? E come sai chi io sono?..." le domande fluirono come un torrente in piena ma un gesto stanco dell'altro le fermo... "Non ho tempo per rispondere alle tue domande ragazzo... io ti ho atteso ma non sei stato chiamato da me. Il mio signore, il Signore delle Giuste Ricompense, ti ha condotto qui..."

Boltag non era certo di cosa il vecchio volesse dire... ma una cosa era sicura, gli Dei giocavano con gli uomini... e lui era stanco di interpretare il ruolo della pedina.

"Tu hai perso ogni cosa anni or sono... ogni cosa ti è stata portata via... eppure  oggi io sono qui per prometterti che verrai ricompensato" il vecchio gracchio le sue parole che parvero perdersi nella calura di quel deserto sconfinato. "Tu hai perso molto... e molto hai portato via agli altri...la tua... forza... quella che chiami "arte", può essere usata per un fine migliore... può essere usata per donare... speranza"

A queste parole sul volto di Boltag inizio ad allargarsi un sorriso. Un enorme sorrso nel volto scarno dell'uomo. Il vecchio parve non accorgersi di questo, forse era troppo stanco. Oppure semplicemente riponeva troppa fede in qualcosa che il Cacciatore aveva imparato a non ascoltare.

"Si, Boltag... io conosco la tua... natura. Ma puoi usarla per portare sollievo a chi ha subito angherie... tu puoi divenire un araldo del Signore delle Giuste Ricompense..."

Il vecchio continuava la sua litania. Parole e sotto intese promesse che Boltag quasi non udiva. Ricordava bene le promesse fatte da un altro uomo... un uomo sfuggito al suo abbraccio... ma che Boltag non aveva cessato di cercare. E ora, una piccola soddisfazione, un altro bugiardo era a portata della sua lama.

Il Cacciatore di avvicino di un passo, e con un gesto leggero ed elegante fu quasi al cospetto del vecchio...

"Vieni Boltag vieni a me ed accetta la benedizione di Ho.:" le parole morirono in gola al vecchio e nei suoi occhi divampò l'orrore e il disprezzo. Un fiotto di sangue caldo innondo la mano del Cacciatore mentre la nera lama affondava oltre le costole del vecchio.

"Non sono venuto fino qui per ascoltare le tue false promesse vecchio... non per farmi prendere in giro nuovamente da uno folle che ripone la sua fede in divinità lontane e disinteressante alle mie pene..." girò il coltello una volta e poi una seconda ancora "...ma rispetto il tuo potere che mi ha portato fino qui... dimmi sciocco... che nome inciderò sulla tua lapide?" ed estrasse il pugnale dalla ferità... un ultimo fiotto di sanghe nero usci dal corpo del vecchio... "Kou..shg..an..." il vecchio ancora incredulo e con lo sguardo che diveniva vitreo riuscì a trovare le forze per rispondere all'uomo... e aggiunse "... potevo salvarli..." poi si spense.

Boltag lo lasciò cadere a terra... lo osservò mentre il sangue scuro si allargava bagnando la sabbia arsa... "Menzogne Koushgan... Menzogne... nessuno potrà salvarli... se non io. La mia mano ha reciso le loro vite e nelle mie mani troverò la forza per riportali  a me... non mi servono le tue sciocche promesse..."

E mentre diceva queste parole osservò per un attimo la figura di sua moglie che lo fissava in volto... "Non temere Cath... andrà tutto a posto. Te l'ho promesso... e mangengo sempre le mie promesse". Lei sorrise. E l'uomo si sentì forte e pronto a varcare le porte dell'inferno per riportare a casa la sua famiglia.