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domenica 30 settembre 2012

I servigi di un umile artigiano

"Padre! Padre!" La voce di sua figlia Salynda era allegra e spensierata. Per lui era comeil canto allegro delle cince. Aveva il potere di metterlo di buon umore. Poteva sentire i suoi passi, mentre lo chiamava percorrendo il breve tratto lastricato tra la casa ed il suo laboratorio. Rapidamente chiuse lo scrigno di legno, un legno antico, intarsiato da mani esperte morte forse da secoli. E lo riposo avvolto in morbido panno lontano da occhi indiscreti. Come quelli della giovane figlia. "Salynda, nel laboratorio!" E pochi minuti dopo ecco apparire la ragazza, splendida anche in abiti semplici, con i lunghi capelli raccolti in modo pudico egli atteggiamenti mesti di una buona giovane in età dia marito. "Padre, hai visite. Mastro Orukat é qui in compagnia di un uomo e desidera parlarti." L'uomo per un attimo si irrigidí, non era queste le regole. Fece un cenno della mano alla ragazza, che svelta fece strada ai due visitatori e poi, altrettanto svelta li lasciò soli. "Mastro Boltag!", la voce del mezzo orco tuono gioviale nella quiete del laboratorio, "La piccola Salynda si fa ogni giorno piú bella! Un fiore grazioso, pronto per essere colto!" "Orokut, dubito tu sia qui per chiedermi Salynda in sposa...Come sai è già promessa al figlio di Maniat... un bravo ragazzo con un buon lavoro. Eh si, cresce ed assomiglia sempre più alla madre", Boltag era felice che non avesse preso nulla da lui, "ma dimmi, fabbro, a cosa devo il piacere della tua visita, e chi é quest'uomo che hai portato nella mia dimora?". Il suo sguardo freddo tradiva il suo disappunto e Orukat ne fu conscio e per un attimo quasi spaventato. "Oh, beh, Mastro Boltag, ti ho portato il compenso pattuito per le ultime pelli che mi hai venduto. Un lavoro eccellente" e in tono accondiscendente "come sempre del resto." Il mezzo orco indicò il suo compagno e gli fece cenno di avvicinarsi "Costui è Fratello Cashlin, ha udito della tua maestria, e ne é rimasto colpito. È desideroso di parlarti..." "Padre, mi dica... come può un umile pellettiere essere di utilità ad un prelato del dio sofferente?" Il giovane sacerdote stava osservando le pelli ed il cuoio che ricoprivano le pareti del laboratorio. Sembrava dubbioso, perplesso. "Non si fermi alle apparenze" aggiunse Orokut "molte sono le doti di Mastro Boltag, tra queste l'amore per il suo lavoro ed il rispetto della sacralità del... silenzio" Cashlin si accorse che lo sguardo dell'altro uomo era cambiato. Ora non era piú nel laboratorio di un umile artigiano. Ora era di fronte ad un assassino. Ora era, temeva, troppo tardi per tirarsi indietro.

sabato 29 settembre 2012

Il ragazzo e la lama

Era una bella giornata. Il sole splendeva forte e caldo in cielo. Il bosco intorno a lui era vivo e fremente. Suo padre,poco distante da lui, gli stava parlando. No... lo stava sgridando.

"Bolt! Quante volte te lo dovró ripetere? Quante ancora?"

Sapeva di aver fatto qualcosa che non doveva fare,ma non capiva il motivo di quel divieto. In fondo non faceva nulla di male. In fondo voleva solamente toccarla...

"Non é un giocattolo!" E in tono più mite "...se dovesse scoprirlo tua madre... non me la farebbe passare liscia, lei pensa che avrei già dovuto gettarela via.."

Gli occhi del ragazzo si fecero grandi per lo sgomento. Gettarla via. Impossibile. "Ma padre... no... non puoi gettarla!"

L'uomo guardo il figlio dodicenne e sospiró. "Sei ancora troppo piccolo per capire. Dovrei farlo ma non ne ho la forza. Promettimi di dimenticarti di quell'oggetto"

Il ragazzo a malincuore promise. Mentiva, ed il padre ne era conscio... quella lama nera era un oggetto a cui era difficile rinunciare.

La sera stessa i genitori del ragazzo ebbero una lite furiosa per colpa di quell'episodio. Bolt fu svegliato dalle loro urla. Non capiva la paura e  l'odio nella voce della madre. Ella non sopportava di vedere quell'oggetto, proveniva dal passato del padre di Boltag. Un passato che la donna voleva vedere scomparire. E alla fine ebbe la,meglio. L'uomo arrabbiato e deluso usci di casa conun fagotto di stoffa. Bolt, in preda al terrore, lo segui, nascondendosi e muovendosi nel buio della notte. E vide il padre gettare quel fagotto... attese nell' ombra e, infine, recuperó quell'oggetto, troppo bello per essere abbandonato.

giovedì 27 settembre 2012

Una vita per una vita

Eleint, giorno 21 1372DR

E' stata una nottata lunga. Stiamo per lasciare Morningstar Hollows.
Due nuovi compagni si sono uniti alla nostra allegra compagnia.
Altri problemi... uno di questi, IAGO, è un'altra fonte di problemi. Un nano, stranissimo... non ha mai bevuto birra!
Pensavo di corromperlo facilmente con un boccale... ma forse con lui dovrò essere più sottile... più... scaltro.

Ho parlato con Calypso. Mi sembra una ragazza sveglia, anche troppo, l'ho messa in guardia contro i demoni che sono tra noi. Demoni... ovunque. Temevo fosse solo l'elfa ad avere il sangue marcio e corrotto. Ma anche Shadowfighter ha in se qualcosa di oscuro. Questa notte delirava... nel sonno invocava suo zio, sua madre e... occhi gialli.

Avrei dovuto ucciderlo nel sonno. Sarebbe stato, squisitamente, facile. Un lavoro da manuale: preciso, rapido, risolutivo! La mia lama attraverso la sua gola, un fiotto di rosso sangue caldo e una minaccia in meno... Ero accanto a lui. La lama in pugno, l'orco dormiva e, comunque, non credo si sarebbe posto alcun problema. Ero pronto. Lui inerme, delirante. Io pronto a colpire. Ma qualcosa mi ha fermato. Qualcosa di... intimo... di...dimenticato.

Dovevo una vita a Calypso. Ora ho pareggiato i conti...

Meglio muoversi... siamo di nuovo in marcia!



martedì 18 settembre 2012

Un tarlo nell'anima

Eleint, giorno 20 1372DR


Sono inquieto, i sogni mi tormentano e non mi sento al sicuro. Il mio istinto, raffinato terribile alleato, continua a darmi scosse come un nervo scoperto... Qualocosa non va... Qualcosa di oscuro si sta muovendo contro di me.

L'elfa... continuo a pensare alle sue parole. Al suo racconto. Lei porta in se il marchio infernale... e senza pudore ne parla!

Non mi fido di lei. Non mi fido della sua avidità... E neppure della sua falsa sincerità!

La notte mi circonda, sento i rumori della locanda nascosti nella quieta notturna... rumori di uomini e donne che dormono, ignari. Ignari dell'orrore che giace da qualche parte sotto il loro medesimo tetto,

Il dubbio, instillato dal mio maledetto istinto, non mi lascia dormire... è un tarlo vorace che divora la mia quieta... devo agire e in fretta. Devo capire. E mettermi al sicuro prima di cadere scioccamente in trappola... cosi come mi è capitato durante il viaggio da Alaghon verso Morningstar Hollow.

E' finito il tempo dell'indecisione e dell'attesa. E' ora di agire!

mercoledì 12 settembre 2012

Verità Nascoste

Eleint, giorno 20 1372DR

Sono nuovamente solo. Non credo riuscirò a dormire questa notte.
Fuori il cielo è terso. La luna è spettrale.
E la mia anima è in subbuglio.
L'uomo sa qualcosa. Egli sta cercando qualcuno. Qualcuno? O forse meglio dire qualcosa.

E' stata una giornata pericolosa. Stavamo viaggiando verso Morningstar Hollow e siamo caduti in un'imboscata come un gruppo di pivelli... Gruppo? Forse è presto per parlare di gruppo. Non siamo una squadra. Non vediamo le cose nello stesso... modo. Anzi... devo fare attenzione, l'uomo... l'uomo che viaggia con noi nasconde qualcosa di strano. Egli sembra temere il contatto con tutto quello che è sudicio. E temo egli sappia leggere nel cuore e negli animi degli altri. Egli mi vede "sudicio" allo stesso modo dei mostri che ci hanno aggredito oggi. Ma in fondo io mi sono limitato a difendermi... la donna doveva morire...e vedere il quadrello della mia balestra attraversare il suo collo mi ha... galvanizzato. Ora è nella scatola, con gli altri ricordi.

Una mossa... azzardata ma dovuta, molte inutili maschere sono cadute, molte verità hanno iniziato ad... emergere. Mi ha permesso di valutare al meglio i miei "compagni". Temo non sarà facile questo viaggio che mi attende, siamo cinque individui abituati ad agire da soli. Alcuni di noi vivono vite troppo diverse...

Sicuramente dell'elfa non posso fidarmi, oggi ha ammesso che nella sua famiglia scorre il sangue dei demoni, devo saperne di più... assolutamente. E anche l'uomo rappresenta un grosso problema. Oggi mi ha aggredito per difendere il pellegrino ed il figlio. Avrebbe potuto uccidermi ma ha preferito non farlo... debolezza che sfrutterò a mio vantaggio. Non ha idea dell'errore che ha commesso... Non sa di cosa parla... Non sa nulla!

La donna invece, Calypso... è un leader naturale. Sa cosa significa comandare. Devo fare attenzione, lei potrebbe esser3e l'unica colla che ci tiene insieme. E oggi la sua lama ha falciato molte più vite dell'ascia del mezzo orco.

Un gruppo strano. Anime pericolose.

Oggi mia moglie mi ha sorriso. Era molto che non succedeva...

Un rumore... nel corridoio. Qualcuno si sta avvicinando...

sabato 8 settembre 2012

Voci

Eleint, giorno 13 1372DR

Sono passati otto giorni dalla strana riunione nella casa del Conte.

Sono otto giorni che viaggio con l'elfa, la donna e lo strano mezz'orco.
Sono otto giorni che incessantemente lei mi parla. Fingo di ignorarla. Ora è troppo riscioso. Ma non potrò farlo a lungo.
Lei mi ama. Ma odia essere ignorata. Presto dovrò darle ascolto. Dimostrarle che non mi sono dimenticato di lei. Che non mi sono scordato la promessa che le ho fatto prima di lasciare la nostra casa.

Stiamo per partire nuovamente. Lasceremo questa città alla volta di Starmantle. Sono preoccupato, a stento l'ho trattenuta in questa città. Non credo potrò ignorare ancora a lungo le sue richieste... e presto dovrò confrontarmi con i miei "compagni" di viaggio.

Pazienta mia cara. Pazienta ancora un poco...

Strani compagni

Eleint giorno 5 1372 DR


Sono giornate cupe. La mia vita, come l'ho sempre ricordata, pare essere una bugia.
I sogni sono diventati insopportabili. Ho viaggiato verso la città, quasi costretto da quei maledetti incubi.

Una volta giunto li ho scoperto di non essere il solo ad avere questo problema. Ora sono qui in viaggio con compagni non voluti e non richiesti. Anche loro vittime di questi strani eventi.

Non so cosa pensare di loro. Solo che devo fare attenzione. Una di loro un'elfa. La cosa non mi piace e non piace neppure a mia moglie. Da quando sono iniziati i sogni anche lei è tornata. La voce...i ricordi... tutto. Anche la bramosia... la necessitá di cercarla.

La notte si fa vecchia... loro dormono. É il momento di riposare. Domani mi aspetta un nuovo giorno di cammino e e finzioni.