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giovedì 28 novembre 2013

Equilibri fragili

"Le cose cambiano...", pensò il mago "... nulla è immutabile e in questo perenne avvicendarsi di eventi, nulla è più labile di un'alleanza fondata sulle menzogne"

Stava osservando divertito il titubare dei suoi "alleati". Era incredulo, certo era conscio dei reali equilibri che facevano da "collante" per la compagnia ma nonostante questo trovava bizzarra la rapidità con cui poche parole avevano radicalmente congelato gli animi di tutti...

Solo Vran sembrava "impermeabile" al cambiamento... Probabilmente, ed il mago ne era quasi certo, la natura semi-immortale di quel figlio della notte lo rendeva immune alle più mortali preoccupazioni degli altri. Da lui, dalla bestia che in esso viveva, Thormag sapeva bene di doversi guardare. Giorno. E Notte. Non ci sarebbe stato tempo per riposare... Era finito il tempo delle battute e della diplomazia. Era tempo di mostrare il vero significato della parola "potere". E in un certo qual modo il flagellatore di menti gli aveva dato modo di mostrare, se ce ne fosse stato bisogno, che gli arcanisti, quelli veri non certo i giocolieri mezzo sangue o gli imbonitori che infestavano i reami, non erano solo bizzarri e noiosi studiosi...

Allo stesso modo Thormag sapeva di avere un nemico tanto vicino a se da poterne sentire il puzzo di morte... Abram era l'acqua cheta che nascondeva il pericoloso abisso. E, nonostante fosse ferito, non smetteva di misurare il potere di Thormag. Solo questo e il suo attuale stato di salute avevano tenuto a bada la mente folle del negromante. Nessuno altra spiegazione, se non il timore di rimanere imprigionato in quel luogo o di venire divorato da un gigantesco elementale del fuoco poteva giustificare la quantità di bocconi amari che Abram stava ingoiando. E questo era un bene. Fin tanto che il corpo dell'uomo grondava sangue, il suo animo sarebbe rimasto  incatenato al bisogno. E non avrebbe osato mettersi apertamente contro il mago, l'Harluano ne era certo. Ma la chiave, altra certezza, era nella parola "apertamente". Thormag presto avrebbe avuto bisogno di molti occhi a guardia della sua incolumità...

Gli altri membri del gruppo erano invece interdetti dal comportamento del mago. Il cambiamento repentino e la sua "chiusura" verso ogni opzione collaborativa aveva gelato l'elfo. E interdetto il mezz-uomo. Ma era certo che quest'ultimo avesse la chiave per comprendere cosa stava accadendo. Era un essere furbo. E sapeva bene come usare il cervello che AO gli aveva concesso di avere.

L'ultima pedina sulla scacchiera era rappresentata dall'uomo con il Dono, lo Shadowfighter... Al solo pensiero di quali pericoli potessero mescolarsi nel sangue contaminato di quel ragazzo... di quali bizzarie l'Arte avrebbe potuto instillare nella sua mente fragile, Thormag percepiva un senso di inevitabile tragedia...

Una strana compagnia, ormai divisa da mura sottili ma tangibili. E nemici, deboli per ora, ma nascosti e pronti ad aggredire... piegando le loro menti. Consumando il loto Potere. E la Trama... lei... sempre più distate. Tutti questi pensieri affollavano la mente dell'uomo mentre soddisfatto osservava l'ultimo Duergar morire tra i miasmi velenosi della sua nube mentre il suo padrone, il flagellatore di menti, era fuggito.

Thormag si osservo le mani... e con un gesto inconscio ma evidente serrò la mascella  in un'espressione di risoluta fermezza. Nulla... Nessuno vivo o non vivo lo avrebbe fermato. Avrebbe ottenuto ciò per cui aveva lasciato la gloriosa serenità della sua città  Halagaard...

giovedì 21 novembre 2013

Cala il sipario

Alla fine le maschere sono cadute... Dopo giorni di viaggio al loro fianco, dopo le numerose notti passate a riflettere su quale lato fosse il più pericoloso, se quello esterno o interno alla compagnia, ora non ci sono dubbi. E' calato il sipario di un teatrino bizzarro.

Il vampiro non può essere placato se non attraverso sacrifici di sangue, e oggi siamo andati vicini allo scontro... mi osservava al suo risveglio... come... come se in me vedesse solo cibo. No, peggio, una preda. E il negromante... ha cercato lo scontro ma è troppo debole ora per attaccarmi apertamente... Dovrò guardarmi le spalle... sono entrambi nemici potenti... grandi pericoli. E la pericolosità maggiore sta nella loro instabilità emotiva...

A questo si aggiunge un altro pericolo... più immediato e tangibile... flagellatori di menti

lunedì 18 novembre 2013

Passi falsi

Thormag aveva appena varcato la soglia di quell'ultima stanza... era curioso. Al di là di quella porta la magia del luogo stava cessava... e una aria malsana proveniva dalla profondità di quel nuovo passaggio... per non parlare della porta... divelta, probabilmente da quei mostri i cui resti giacevano sparpagliati nella stanza.

E appena varcata la soglia l'uomo fu certo di aver commesso un grave errore: una voce, nota, risuonò nella sua testa "Eren! Perchè te ne vai?"...

"Non me ne sto andando... non ricordo più la strada!" e con queste parole Thormag svelò alla casa il suo travestimento. A nulla valserò i suoi tentativi di placare l'ira, o forse la disperazione, del potere annidato tra quelle mura... Qualunque cosa abitasse quel labirnto pareva non voler accettare che il portatore del diadema fosse morto da secoli.

Ora il suo gruppo giaceva ad un passo dalla morte, e solo grazie al Potere che gli dei sapevano concedere e che Thormag aveva imparato a padroneggiare essi ancora vivevano... ma a quale prezzo? la porta del labirinto era per loro aperta ma ogni passo provocava una esplosione mortale...

Solo Jimmy andava ancora salvato, ma invece che uscire il ragazzo corse verso il cuore di quel luogo, forse disorientato o forse no... Thormag usò la magia per cercare di fermare il ragazzo ma non servì a nulla... Solo a svelare che Jimmy aveva un segreto... e che aveva mentito!

martedì 12 novembre 2013

La somma imperfetta

L'uomo sentiva crepitare l'energia intorno a se. Odiava quell'incantesimo... eppure in quel luogo era sembrata l'unica soluzione plausibile. L'unica via per aggirare il potere in agguato dietro ad ogni porta, oltre ogni uscio.
Odiava quella sensazione di... solitudine. Lontano dal confortevole contatto con la Trama egli sentiva la sua carne debole. Nonostante questo quella barriera lo proteggeva in quel luogo meglio della pesante armatura indossata dal vampiro. Ma non aveva fatto i conti con la debolezza dei suoi compagni... ancora una volta aveva avuto la riprova che solo unendo le capacità di tutti sarebbero usciti vivi da quel labirinto incantato... Non erano sufficienti i sensi acuti dell'elfo, o la forza del vampiro. Neppure le macabre capacità di Abram... o il Potere e l'Arte che lui e il mezz'uomo potevano dominare con facilità. Presi separatamente tutti sarebbero finiti schiacciati in quel luogo... Thormag attese per un attimo prima di annullare la barriera che lo isolava... stava ancora riflettendo sui gesti di Sussurro all'interno del suo incantesimo anti-magia... e Jimmy. Quel ragazzino, nonostante tutto, era ancora vivo. Qualcosa gli sfuggiva. Ma cosa? La situazione era surreale... illogica. Avrebbe dovuto approfondire questo tema, senza scordarsi della sua visione... in due li avrebbero lasciati... ma in che modo? E quando? Molto era ancora da scoprire... molto da vedere. E non doveva temere altro che la follia e la menzogna. Li sentiva serpeggiare... pronti ad avventarsi sul fragile equilibrio che si era venuto a creare nel gruppo... 

domenica 10 novembre 2013

In viaggio con il nemico

Kassandra, un altra giornata sta volgendo al termine.
Questo luogo stringe su di noi le sue maglie... non sembra un luogo malvagio. Ma qualcosa di pericoloso aleggia nelle sue stanze intrise di magia e potere.
L'uso dell'Arte e del Potere è sempre più arduo, indubbiamente qualcosa ostacola il congiungimento con l'energia della Trama... e in qualche modo anche gli Dei qui sono...meno attenti. Purtroppo non sto viaggiando con sacerdoti e quindi non ho modo di verificare la mia tesi... certo è che anche i miei compagni di viaggio stentano ad ottenere il legame con la Trama.

Ma non è questo a preoccuparmi... oggi ho fatto ricorso alla magia ben due volte, sprecando preziosa energia magica, per placare la fame di Vran. Il vampiro va tenuto sotto controllo, egli è una creatura dall'enorme potere... chiuso in un labirinto presto ci vedrà come suoi... pasti. E come se non bastasse anche l'equilibrio psichico del suo Maestro sembra essere sempre più instabile. Oggi è caduto vittima, quasi morto, di una trappola. Si è risvegliato grazie all'aiuto dell'elfo e del buon Genrill. Ma se fosse morto? Come avrebbe reagito Vran? Quale è il vero potere che Abram ha sul non-morto? E peggio ancora... temo che Vran potrebbe ricorrere al suo morso per riportare in vita il suo Maestro... quale abominio mi troverei ad affrontare?

Viaggio sulla lama di un rasoio. Fino ad ora le mie capacità si sono dimostrate all'altezza della sfida... E so per certo che il mezz'uomo, per quanto non certo un santo, non è un pericolo per la nostra vita. Ma degli altri... non posso che prepararmi al peggio...

Ora devo andare, è opportuno che usi il Potere per curare i miei compagni di viaggio... ogni stanza di questo luogo rappresenta un pericolo mortale... Dobbiamo tutti essere in forze... Un ultima cosa... il Consiglio ti sta dando problemi?

A presto, tuo marito.

domenica 3 novembre 2013

La visione


La donna entrò di corsa nella stanza. Sapeva che questo avrebbe fatto infuriare l'uomo... nessuno, neppure lei, poteva violare il suo Sanctum in quel modo.
Ma stava succedendo qualcosa di imprevisto, stava accadendo qualcosa che non sarebbe dovuto accadere! E lei lo aveva visto... le sue visioni non erano mai sbagliate... Tragicamente vere. Sempre.

"Thormag! Ho visto..." E la donna trattenne le parole...

L'uomo era al centro del suo Sanctum, il suo studio... il luogo dove egli portava a termine i suoi studi... era al centro di un cerchio, avvolto nel fluire della magia, la Trama lo avvolgeva in spire di energia blu... 

"Thormag... marito mio... non è possibile... è quanto ho sognato... è uno dei segni..."

Il bagliore aumentò e rapidamente collasso in un puntino al centro della fronte dell'uomo... E poi fu il buio... ed il silenzio...

Poco alla volta la luce del giorno parve tornare in quella stanza oscurata dal collassare della magia... E Thormag era in piedi, fissava la moglie con occhi di uno strano colore blu... lo stesso intenso bagliore che poco prima si era condensato nella sua fronte ora brillava negli occhi dell'uomo... "Mia cara Kassandra, molte volte ti ho detto che non è opportuno interrompere i miei studi... non amo essere... distratto durante i rituali"...
"Thormag, lo so... ma è accaduto, o meglio sta per accadere! Sta per succedere, presto arriveranno... e questo succederà... presto... io... io..."

L'uomo fisso la moglie... sapeva bene quanto per lei era difficile gestire lo stress... lei sapeva, vedeva, e conosceva cose che agli altri non era dato di sapere... E anche per questo lui l'aveva voluta, e amata... Per questo l'aveva cercata... per questo suo dono... eredità persa nel suo sangue... il sangue di un Dio.

“Cara, non ti preoccupare...” Lo sguardo dell'uomo era sereno, nonostante questo lei rimase stupita dalla freddezza che si trovava nella voce del marito “... Kassandra so che tu puoi vedere cose... lontane. Cose che non dovrebbero essere viste dai comuni mortali. In te c'è un grande potere... e tu lo conosci bene. Io e te insieme non abbiamo nulla da temere... nulla”

“Ma Thormag... tu non capisci...” Ma Thormag la fermò con un gesto... “Capisco... e come ti ho già detto... non devi temere. Anche io, in un modo diverso dal tuo... vedo. E so, so che presto dovrà andare a Nord, dovrò varcare i nostri confini e incontrare il mago chiamato Warren... Non temere... Grandi cose ci attendono”.

venerdì 1 novembre 2013

Contatti lontani

L'uomo che vestiva quel corpo di Drago con la naturalezza di un abito stava riflettendo osservando le dimensioni inadeguate della porta di uscita di quella stanza... oltre quell'usco cosa li avrebbe attesi? "Scendi fino in fondo..." le parole del nano gli risuonavano in mente e mentre Thormag stava per agire, ai danni della porta, un'altra voce famigliare gli risuonò in testa... Era il Maestro Solare... apriva un contatto tramite la potente magia che egli stesso usava per contattare Kassandra e che all'inizio del viaggio aveva usato anche con il sacerdote... Stavano affrontando orrori al di là dell'immaginazione, ma ne erano usciti vittoriosi. Un grande guerriero era al loro fianco, e gli Dei non mancavano di dare il loro appoggio.
Il Drago socchiuse gli occhi... Demoni... Quali oscuri poteri si stavano risvegliando? Quali orrori avrebbero invaso Toril? Ma nel suo cuore non era la paura a dominare... ma il desiderio... La sua mente balzava al di là di ogni possibile pericolo... Lui vedeva il mythallar... e subito penso al Consiglio... Al suo vecchio e ansioso Maestro... E a sua moglie... e ai loro scopi...