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mercoledì 28 novembre 2012

La fine dei traditori

Marpenoth, giorno 6 1372DR

Pochi giorni fa ero un topo in trappola. Ora sono all'aperto. La notte avvolge tutto e solo il fioco bagliore delle stelle mi mostra il mondo che mi circonda. Sono riuscito a tornare libero. Ma a quale prezzo?
Alcuni giorni fa l'elfa ci ha fatto uscire dalle segrete della caserma. Ora siamo fuori dalle mura della città. Ora sembriamo liberi. Ma ho dovuto abbandonare Cathline in quel luogo oscuro.
Non posso darmi pace. So di averlo dovuto fare. So che nessun'altra opzione mi era rimasta. Eppure mi sento perso. E disperato. Sento la mia umanità scivolarmi via tra le dita. E sento che qualcos'altro ne prende il posto.

Ho preso molte vite. In questi ultimi giorni ne ho prese di innocenti. Questa notte ne ho presa una preziosa. Meritava di essere portata via. Troppo a lungo ho posticipato. Troppe volte la mia lama non ha poturo berne il sangue, ma solo assaggiarlo. Ma finalmente questa notte lei ha abbassato la guardia. E... ho agito.
L'elfa dormiva, ignara. Mentre l'orco era di guardia e l'uomo e la donna dormivano poco lontani. Ho atteso paziente. Ho atteso che l'elfa perdesse la sua battaglia con il sonno. E nel silenzio della notte con una lama indegna rubata in una stalla le ho reciso il collo. I suoi occhi sbarrati mi fissavano nel buio. Gli elfi possono vedere meglio degli uomini nel fioco chiarore delle stelle. La maledetta squaldrina è morta soffocata nel suo suo sangue... fissato il mio sorriso.

Nessuno dei miei compagni ha reagito. Nessuno mi ha chiesto spiegazioni. Non ancora almeno. Forse l'uomo di Torm avrà da ridire quando la sua coscienza si sveglierà. Forse. O forse no.

L'ultima notte nella prigione lo avrei potuto uccidere... le mie mani quasi si erano strette intorno al suo fragile collo. Eppure, per la seconda volta, ho desistito... non era l'occasione giusta. E, tutto sommato, quello stupido sa essere utile. Devo solo... istruirlo.

Ho recuperato quasi interamente le mie forze. Ora è il momento di tornare a prendere mia moglie, e la mia scatola dei ricordi. Ho nuovi oggetti da aggiungere alla mia collezione.

mercoledì 21 novembre 2012

Topi in trappola

Marpenoth, giorno 2 1372DR

Rinchiusi come topi in una trappola... topi nudi in una trappola stretta.
Stamane è accaduto qualcosa. Almeno credo sia stamane. Non ne sono certo. Sono rimasto svenuto per ore o forse giorni. E la prigione in cui mi hanno rinchiuso con gli altri è buia e senza aperture verso il mondo esterno.
Stavamo discutendo su come comportarci, su quali scelte fare e come farle... eravamo in quela dannata locanda.. sicura secondo l'elfa. Inutile squaldrina. Quell'idiota del paladino l'ha "graziata"... ha preteso che la lasciassimo andare e dopo poche decine di minuti veniamo attaccati da due energumeni ben addestrati... ci hanno falciato come grano maturo.

Mi sono risvegliato insieme agli altri in questa segreta. Porta robusta, senza nessuna via di scampo. Ho aggredito l'uomo di Torm... uno stolto senza  intelletto.. incredibile. E stupido anche io che l'ho fatto agire! Avrei dovuto inseguire l'elfa e ucciderla.

Ci hanno fatto qualcosa.. .almeno a me e all'uomo di Torm.. i suoi occhi sono gialli come quelli del demone che odia. E il mio volto è sfigurato. Non posso vedermi ma sento la cicatrice scorrermi su tutto il volto... Per lo meno siamo vivi. La cosa più grave è non avere più con me i miei oggetti... e soprattutto.. lei.. la mia lama nera. Mia moglie. Devo cercare di restare calmo.. cercare di ragionare e capire cosa poter fare ora... eppure non riesco a vedere una via di fuga.

Per ora eccoci qui... rinchiusi e spogliati di ogni nostro oggetto... io, il paladino, l'orco... l'elfo e il capitano, il nano e il monaco... tutti qui... rinchiusi come topi in trappola, in attesa che il gatto decida di giocare con noi...

Solo una cosa è certa... se mai uscirò di qui l'elfa sconterà con l'agonia e la morte tutto questo.
E insegnerò al paladino la saggezza.

giovedì 15 novembre 2012

Nuovi equilibri per Vecchi nemici

Marpenoth, giorno 1 1372DR

Ad un bivio. inevitabilmente ad un bivio. In qualche modo, fortuito direi, siamo di nuovo tutti uniti. Ed è guerra. Non vedo altri modi per spiegare quello che accade.
Ieri notte avremmo dovuto incontrarci con Calypso in un luogo sicuro. Una piccola piazza buia... e mentre la aspettavo con gli altri qualcosa ha attratto la mia attenzione... un luccichio nel buio nulla più di un piccolo bagliore anticipato da un suono metallico. E sotto un porticato ho trovato il pendaglio. Subito ho temuto che qualcuno... o qualcosa... avesse frugato tra i miei "ricordi" per rubarmi il gioiello di Cathline... invece era al suo posto... quello che ho trovato era una copia, più raffinata, del suo piccolo ciondolo.

Il problema è che questo oggetto sembra aver attratto anche l uomo di Torm. Sembrava impazzito quando ha "percepito" la sua presenza... quell'uomo è stato ferito nel profondo... e il suo dolore sarà la mia arma contro di lui... Devo essere cauto. Anche lui, come tutti gli uomini di fede, è cieco di fronte alle sue paure.

Ieri siamo stati interrotti dall'arrivo dell'elfa, quella maledetta demone è tornata con il monaco ed un altro bastardo dalle orecchie a punta... i nemici sono ovunque... e non è stato facile trattenermi dall'ucciderla e porre fine sl suo abominio... e forse la mia pazienza verrà ripagata. L uomo è impazzito per via del monile... ho dovuto minacciare di evirarlo per togliermi la sua lama dal collo...

È una situazione complessa. I vecchi schemi stanno cedendo... e devo costruirne di nuovi. Cementandoli nel sangue, se servirà...

Stasera ho dovuto fare leva sul suo onore per rimandare a domattina la resa dei conti e raccontare frammenti di verità al capitano per essete certo che domani sia al mio fianco. Sarà guerra... e colpirò il paladino sul vivo... deve solo darmene l occasione. Tutti chiusi in una stanza di una locanda... il monaco, Calypso e l'elfa. Il nano ed il mezz'orco... Io e Shadowfighter...

La notte è profonda e tutto tace. È il momento di studiare e capire. Studiare quello che mi è stato lasciato in quel porticato e capire cgi sta giocando con me... chi gioca con la morte?

giovedì 8 novembre 2012

Ombre nel buio

Eleint, giorno 30 1372DR

C'era ancora troppa luce per permetterci di fuggire ed abbandonare il tunnel. Ed è stata una scelta saggia, stranamente per i miei "compagni", quella di voler attendere il calare delle tenebre.
Non siamo al sicuro in questta città... non sono al sicuro con questi individui. Il nano parla poco e quel poco che dice è benzina che rischia di infiammare gli attriti, fin troppo numerosi, presenti fra di noi. Un altro piccolo problema da considerare... un altro possibile nemico di cui guardarmi.
Per questo ho deciso di muovermi con lui a ritroso nel tunnel per controllare se siamo stati inseguiti...
Ho potuto scoprire alcune cose, come ad esempio che sa essere letale con quella sua strana arma... e che... non posso lasciare da soli gli altri.

E' bastato assentarsi per poche ore per ritrovarli reduci da una ennesima imboscata delle guardie... uno scenario, ormai conseuto, fatto di cadaveri sparsi ovunque. E tra questi quasi quello dell'orco.

Della donna nessuna traccia, solo in seguito l'uomo di Torm mi ha informato di averla fatta fuggire per mettere al sicuro la pergamena...

Sto aspettando con gli altri di raggiungerla. La abbiamo trovata grazie al nano, altro punto a favore di quello strano individuo... sa seguire le tracce... da ricordare se dovrò seminarlo. Calypso in qualche modo ci ha fatto recapitare un messaggio... e mentre sono qui ad aspettare l'ora prefissata non posso non riflettere su quanto mi ha detto il capitano delle guardie... poco prima che lo liberassi dell'incombenza della sua vita. Ci sono altri due capitani ancora in vita. Ed un solo comandante per tutte le restanti guardie. E purtroppo non solo questo. Ha confermato quanto mi fu riferito dall'oste e quanto ho intuito dopo "la discussione" con il mercante di gioeielli..." L'ombra ha bisogno del buio" è una sorta di parola d'ordine. Qualcosa che qui tutti sembrano temere e che tutti mi augurano di non incontrare...
I problemi si moltiplicano ad ogni ora che passa... demoni che viaggiano con noi, guardie sul piede di guerra e il pittore che sembra essere introvabile e inavvicinabile. E le parole di Castiel continuano a risunarmi nella testa: qualcuno mi cerca... qualcuno sa chi sono e mi vuole trovare... Dubito abbiano intenzioni amichevoli.

Dopo lo scontro all'uscita delle fogne ho notato un'ombra spiarmi... per due volte ho avvertito la sua presenza e per due volte si è dileguata nell'oscurità.

Devo tenere gli occhi bene aperti. E devo fare in modo che queste persone che viaggiano con me decidano di agire come un gruppo... o non riuscirò a liberarmi delle catene, subdole, con cui il conte mi sta impedendo di seguire la mia vera mission... stanno tornando gli altri...


giovedì 1 novembre 2012

Sogni e colpe

Il sole proiettava ombre mutevoli sul ripiano di lavoro. Le pelli erano stese ad asciugare e gli odori della concia erano forti e riempivano l'aria.
Il silenzio era rotto dagli isolati versi degli uccelli e dalle grida dei gemelli che giocavano.
Fuori il mondo era felice. Vivo. Allegro.
E agli occhi dell'uomo tutto questo assumeva la giusta posizione nell'ordine naturale delle cose. Cosi doveva essere. Amava la quiete della sua dimora. Amava lavorare al suo tavolo di artigiano nei lunghi pomeriggi estivi. Amava i rumori della sua casa. Nei momenti di vero silenzio, tratteneva il respiro e... poteva sentire sua moglie canticchiare da dentro la casa. Questo era per lui il paradiso. Un luogo da proteggere.
L'uomo era felice perchè sentiva che le cose potevano solo migliorare. I gemelli sarebbero cresciuti. Forse il maschio avrebbe imparato la sua arte ed ereditato la sua bottega. O forse la bimba... chi può dirlo. O,semplicemente avrebbero trovato le loro strade. La cosa non lo preoccupava.
Stava fermo al suo tavolo, osservava il cielo, tra le fronde degli alberi... osservava il cielo di un azzurro innaturale... e... e all'improvviso qualcosa mutò. Calò un silenzio terribile e opprimente. Il cielo si fece nero, come innnondato di un liquido oscuro e osceno. E gli uccelli tacquero. E i bimbi tacquero. Nessun canto riempiva l'aria. Nulla.
L'uomo sentì un peso enorme pervadere la sua anima. Qualcosa di profondamente sbagliato stava accadendo.
Abbasso gli occhi sul suo tavolo e... quello che vide lo fece rabbrividire. I suoi strumenti ordinati e puliti erano spariti, sostituiti da un unico solitario strumento. Quello con cui portava a termine i suoi lavori più importanti. La sua lama nera era al centro del tavolo... sfoderata e ancora grondante sangue... Ma come era possibile?

Eppure era lì... sinuosa e feroce come una belva che ha colpito ma che ancora non è sazia... e poco distante dalla lama il medaglione di Cathline... anche esso sporco di sangue.. un sangue nero, incrostato... vecchio...



Boltag si sveglio di soprassalto. Il cuore gli martellava nel petto come impazzito. Non gridò, ma solo perchè il suo istinto di cacciatore era più forte del terrore che gli inondava la mente. Sentiva ancora l'odore del sangue. Ancora vedeva la lama nera davanti a se desiderosa di uccidere. E il medaglione...
Gli occorsero pochi secondi per ricordare dove si trovava... Stava muovendosi verso Amn. Alcuni giorni prima aveva affrontato Cashlin, ma il prete era troppo forte per essere sconfitto... per ora. Si stava recando alla confraternita. Li avrebbe ottenuto maggiori informazioni e forse... aiuto. A caro prezzo, tutto si poteva trovare nella città di Amn. Il terreno sotto di lui era freddo. E umido. Era in una piccola grotta e fuori gli dei avevano scatenato un temporale come non ne vedeva da anni... E la sua famiglia era morta, per mano sua, da ormai quasi un anno.

Pensando alla risate dei gemelli e al canto di sua moglie l'uomo inizio a piangere. In silenzio, come era sua abitudine, pianse l'orrore che aveva nel cuore. Un cuore che ogni giorno di più diveniva nero e affamato di vendetta. Come un grosso felino insaziabile. Come una nera lama assetata di morte...