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venerdì 14 febbraio 2014

Sono solo comuni mortali

La foresta stava bruciando davanti ai suoi occhi... un affascinate spettacolo per la maestosità con la quale le fiamme divoravano il legno, distruggendo alberi che erano li da prima della sua nascita.

Il Mago osservava... pronto ad agire accanto al corpo senza coscienza del fratello... dal petto di Thamadar spuntava un pesante quadrello di balestra, l'ultimo colpo scagliato dal loro nemico, un colpo che poteva essere mortale ma che non era stato in grado di strappare la vita dalla cupidigia con cui le dite del fratello la trattenevano a se.

Negli occhi il riflesso delle fiamme... il suo potere, un gesto e centinaia di anni di vita erano solo fumo e cenere...

Ma non era il tempo di bearsi. Il pericolo era tangibile, i guardiani della foresta si stavano risvegliando per attaccarli... li sentiva muoversi come una mandria di bestie impazzita... era tempo di lasciare quel luogo.

Chiamò i suoi compagni ancora nella foresta. Una volta. Due volte. Attese... ma nulla.

E infine vide... vide il nano nuotare letteralmente tra le spire del gigantesco Servus d'acqua da lui evocato per aiutarlo... ed il ragazzo divenire umano e poi falco mentre volava rapido bucando il cielo come un dardo ferale...

Era tempo di andare. Il nano se la sarebbe cavata, forse. E nel caso contrario... un mero dettaglio.

Urlò nuovamente comunicando al mondo la sua destinazione e poi con una sola parola scomparve per giungere al sicuro nella locanda lasciata solo un giorno prima... ignorò gli sguardi sbigottiti di chi lo fissava... La promessa di un pagamento bastò all'oste, una stanza pulita e il trasporto del fratello al sicuro era ciò che Thormag comandò. Doveva preparsi per cercare Ilsur e per rintracciare i due compagni lasciati indietro... uno dei due in particolare sarebbe stato incredibilmente noioso e caparbio nel ricercare una spiegazione... Noia, brusiii, fastidio. Odiava i comuni mortali che affollavano la sua vita.

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