RSS Feed

domenica 2 marzo 2014

Una nuova evoluzione

Ora il patto era suggellato. Il sigillo di sangue ed il voto erano stati portati a termine. Una sola manciata di minuti e la distruzione degli abissi si era riversata, pagando il debito di sangue e concludendo così l'affare con Calivtia era fatto.

Sapeva di essere destinato a grandi cose, ed ora la catena che più lo angosciava era stata spezzata. Spezzata con una facilità disarmante e con un prezzo da pagare, ma il valore di aver reciso quella costrizione era decisamente inferiore al pegno versato. E Thormag ne era certo... presto tutte le altre catene sarebbero stare recise ed egli sarebbe stato libero di compiere la sua evoluzione, la sua ascesa.

"I vecchi del consiglio impazziranno..." pensò il mago "Nessuno aveva mai osato spingersi impunemente la dove io sono giunto... e non sono che a metà del mio tragitto..."

C'erano altri, minori, problemi da risolvere... uno era il ragazzo, ma gli eventi recenti lo avevano ridimensionato notevolmente. E l'altro era il nano. Suo fratello presto avrebbe perso la pazienza. Sempre che non fosse quella di Thormag ad esaurirsi per prima.

Era andato a recuperarlo in quell'ameno villaggio governato da Grun... E ora stava per teletrasportare entrambi al tempio nel Narfell... per un secondo la sua mente gli suggerì di variare l'incantesimo prima di toccare la coriacea pelle del rettile-nano... una semplice variazione nelle parole impiegate lo avrebbero spedito nel centro dei 9 inferni... Thormag riflesse per un istante lungo un secolo prima di completare l'incantesimo. Il nano sparì, e con lui Thormag. Entrambi diretti nelle desolate terre edl Narfell. "Se dovrà morire... sarà compito di Thamadar... " furono gli ultimi pensieri prima che il teletrasporto agisse.






Erano nuovamente riuniti... ed erano, grazie alla sua magia, tornati in quell'amena cittadina prottetta dal mezz-orco. Qui aveva preso dimora un essere, dalle sembianze di un elfo, il cui potere era prossimo a quello di un dio.

Non aveva nessuna intenzione di soggiogarsi a tale individuo, ma non avevano molta scelta... essere pedina per poter arrivare ad Ilser... e quindi all'antica magia del vero impero.

I suoi compagni erano in attesa del privilegio di conferire con l'elfo... Lui non poteva tollerare l'atteggiamento della guardia e per evitare situazioni... spiacevoli era uscito. Ora si trovava di nuovo sotto il sole... e qui, incurante dei villici affaciendati estrasse l'occhio.

Erano ormai molti tramonti che non udiva dei suoi compagni, i suoi veri compagni. E la cosa in un certo senso lo preoccupava. E, dal canto suo, aveva molte cose da dire.

Si... molte cose, come l'incontro con Calivtia, la torre di Ilser e l'impossibilità di farne una loro dimora... ma anche l'aver trovato un altro luogo adatto allo scopo... un luogo dove poter fortificare la propria volontà... Il sole era alto e lo sentiva sulla sua pelle. Erano passati anni, molto anni, da quando si era soffermato per apprezzare una cosa così semplice. La sua vita negli ultimi 25 anni era stata una corsa... una frenetica corsa senza mai concedersi una tregua. Egli fuggiva la sabbia del tempo che inesorabile erodeva la sua vita... che inesorabile lo inseguiva per carpirlo e trasformarlo egli stesso in polvere. Ma ora... ora era diverso. Non solo era in grado ormai di discernere i minuti meccanismi che regolavano il cosmo... non più intuizioni o speranze ma il vero nesso che rendeva coeso il cosmo... La sua mente era divenuta uno strumento tremendamente assettato di sapere, sconfinante nel pianificare, verificare, ideare, creare, bramare... ma ora... ora grazie alle terre del Narfell e ai suoi antichi e perduti segreti egli aveva trovato la chiave per liberarsi dal tempo... E, finalmente, sentirsi libero... Libertà che aveva avuto il suo prezzo da pagare, ma che nulla era in confronto alla possibilità di dimenticarsi dello scorrere dei giorni... Udiva ancora le grida... e vedeva i demoni straziare i corpi... ma... erano solo ombre cadute per permettergli di essere libero. Libero... finalmente... Il sole scaldava la sua faccia... era bello. Ma ora era tempo di proseguire... la sua mente già stava edificando le mura della sua fortezza e già aveva ideato un semplice metodo per ottenere l'oro ed il platino necessario... Doveva conferire con i suoi compagni
Fissando l'occhio fluttante dinnanzi a se Thormag domandò: "Lord Vakyry... riesci a sentirmi?"

0 commenti:

Posta un commento