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giovedì 31 gennaio 2013


Uktar, giorno 5 1372DR

In questo luogo il tempo scorre in un modo incomprensibile. Sembra che qualcuno si sia divertito ad annodarne il corso e a sparpagliarne poi gli eventi...
Ieri, credo sia ieri, ho incontrato nuovamente Talynda. Qui la sua forza è indomabile... e sono vivo solo perchè lei ha deciso così.

In qualche modo è anche merito del mago, quel vecchio è riuscito a ferirla pur non essendo qui. Ma non prima che lei giocasse con le mie ossa... i miei compagni non si sono accorti di nulla... ma ieri durante il loro duello, fallimentare direi, mi sono allontanato dalla Torre per cercare il monaco... Warren mi ha chiesto di trovare lui oppure un vecchio cavaliere... Ed ecco che sul mio cammino incontro nuovamente Lei.

E' indubbio quello che sta accadendo... Lei è "il nemico" del Conte e del suo mago. E' lei ha giocare con noi tutti cosi come ha fatto con me... Eppure sono circondato da sciocchi che non capiscono le trame di questo demone ma si attaccano l'un l'altro in danze di scherno e... mah... piccoli uomini... stolti. Non mi farò ammazzare per colpa della loro "ignoranza".

La gola mi fa ancora male... le ferite dei suoi artigli verranno con me per giorni...

Ora sono nella locanda alle porte di Borgo di Luce. E in quella città che dovrò porre rimedio alle scarse doti dei miei "compagni"... come poche ore fa. Se non fosse stata per la mia Arte e per le frecce del ranger i nostri due servitori divini non avrebbero visto un altro sorgere del sole. Forse questo... placherà la loro arroganza. Forse.
Sciocchi, come sciocchi sono stati i cinque avventori della locanda che hanno cercato di derubarmi... prima ancora che riuscissero ad avvicinarsi a me erano già con un piede nell'aldilà... con Catlyne al mio fianco nulla e nessuno può fermarmi.

Le giornate scorrono lente in questo luogo... e il sonno fatica a giungere. Poche ore e, tuttavia, mi sveglio riposato. Non mangio da settimane ormai... credo sia legato allo strano anello che mi ha... donato... l'elfa.

Sta per accadere qualcosa. Qualcosa di poco piacevole... oggi sia l'uovo che il teschio mi hanno parlato. Cathlyne... presto mi libererò dei fardelli del conte e potrò tornare da te...



martedì 29 gennaio 2013

Chiarimenti necessari


Uktar, giorno 2 1372DR

Stavo già riposando quando il mago mi ha mandato a chiamare.
Ero già pronto a ricevere pessime notizie, ma questa volta invece sembrava avere una certa utilità...

Eravamo stati convocati da Warren per discutere e condividere le nostre informazioni anche con i membri delle altre spedizioni...

Cosa se ne è ricavato? Molta confusione e... alcune informazioni utili. Utili per capire contro chi sarò costretto a combattere e informazioni utili per capire chi sono davvero i miei compagni. E chi di loro va tenuto... sotto controllo.

Per tutta la sera non ho fatto che prendere appunti mentalmente. Ho cercato di capire l'animo delle persone che erano intorno a quel tavolo... bambini, incoscienti, spaventati... arooganti.

A cuor leggero essi vanno allo scontro con forze che non conoscono. E che dovrebbero temere... spero di non dover essere io a svegliarli dal loro "incanto". Mentre spero di essere io a porre fine alle menzogne di alcuni di loro... Ed uno di essi è il sacerdote che domani partirà con me... pare che il suo passato sia quantomeno... discutibile. Warren insiste che non era in lui ma "posseduto" e.. questo lo posso comprendere. Ma non significa che debbo abbassare la guardia.

Per quanto riguarda invece lo scambio di informazioni... poche cose che già non sapessi... Talynda è a capo di una triade di esseri pericolosissimi. Uno è l'uomo con il volto tentacolato... l'altro, forse, un vampiro... e lei.. il demone alla radice di questo male!

domenica 27 gennaio 2013

La forza di un giuramento

Era a terra... ferito... sentiva il puzzo del suo sangue ammorbare l'aria intorno a lui.
Ancora non capiva come era successo... cosa era successo... eppure il suo corpo dilaniato dalle ferite non mentiva.
Era la fine. Sentiva l'energia lasciarlo sentiva la sua mente aggrapparsi con tutta la sua tenacia ad un corpo che voleva solo riposare... per sempre.

Talynda lo aspettava. Lei sapeva che il cacciatore era vicino e che presto si sarebbe scagliato su di lei. Ma lei... quella donna... quella cosa...  non era una preda facile. Ne stupida. E l'uomo lo avrebbe imparato a sua spese.



Sembrava, come sempre era, una docile fanciulla di un ameno villaggio sperduto fra le montagne del Nord. Solo poche settimane fa Boltag aveva incontrato la vecchia che lo aveva messo in guardia... quasi maledetto. Ed ora era sulle traccia di una nuova "copia" di quell'abominio demoniaco.
Il villaggio sembrava abbandonato. Pochi volti di vecchi o di donne stanche e consumate dai rigori di un inverno che non sapeva avere fine in quella regione del mondo. Era giunto durante la notte, seguendo le traccie che il suo istinto sapeva trovare. Guidato dalla voce della sua sposa e dalla sete di vendetta, il cacciatore sapeva essere implacabile.

Alla misera locanda di quel gelido borgo la vide. Lavorava come sguattera... si mimetizzava... in un corpo esile dai lunghi capelli biondi. Per gli altri era solo una ragazza nata e cresciuta li. Ma Boltag sapeva. Quello era solo un costume... un travestimento da usare per ordine le sue oscure trame.

In molti altri luoghi simili, in molte altre bettole, in molte altre fattorie aveva visto scene analoghe. E sempre, con pragmatica cura, aveva estirpato il male da quei gusci... E cosi avrebbe fatto anche questa notte.

Attese con pazienza il calare della notte, e con il favore dell'oscurità fu presto, non visto, nelle stanze della sua preda. Una piccola, umile, stanza in una vecchia casa poco distante dalla locanda.
Sapeva già cosa lo attendeva... una dimora dimessa, pochi semplici oggetti, e una giovane donna addormentata...
E si sbagliava... perchè ciò che lo attendeva era l'anticamera degli inferi.



Giunto nella stanza l'oscurità si fece più cupa. Ed uno strano freddo prese a scorrergli nelle ossa. Boltag capì in quel momento che il pericolo era imminente e solo grazie al suo istinto riusci ad evitare il primo terribile colpo.
Un artiglio dalle dimensioni innaturali e grottesche attraverso l'aria a pochi centimetri dal volto dell'uomo. Ne sentiva il puzzo, di marciume e corruzione riempire l'aria.
Il buio era cosi profondo da non dare nessuna possibilità agli occhi del cacciatore di trovare una traccia... e solo il rumore di un respiro roco e inumano permisero a Boltag di intuire la direzione del secondo, ferale, colpo.

Il respiro si fece strano, gorgogliante, ed una voce orrenda e deforme, un tempo di donna ora quasi irriconoscibile sputò imprecazioni ed insulti... "Stupido bamboccio! Come osi cacciare Me!" e con questo grido la creatura si avventò sull'uomo. E questa volta non ci fu speranza di evitare l'impatto.
A cosi breve distanza Boltag vide il volto deformato della donna... occhi rossi di odio profondo e zanne accuminate lo rendevano irriconoscibile. Gli artigli del mostro lo inchiodavano a terra... penetrando crudeli nella sua carne, recidendo i tessuti... E la bocca della belva scattò come una tagliola verso il volto dell'uomo.

Boltag si sentiva in trappola... ma non si arrese. Per quanto brutale e forte fosse il suo avversario, lui aveva fatto un giuramento. E non intendeva deludere la sua sposa. Non per una seconda volta.

Sfruttando la troppa confidenza del suo assalitore l'uomo riusci a divincolarsi. Fu rapido ma non abbastanza ed un artiglio del demone gli attraverso il ventre, strappando i suoi abiti. Fu solo grazie alla maglia elfica, trofeo strappato a Loralinth, che le sue viscere non fecero la medesima fine.

Il colpo gli fece perdere l'equilibrio e fu nuovamente a terra. Talynda rise.. estatica e selvaggia.. una voce stridula e acuta che nulla aveva di umano e che pure faceva vibrare l'aria di elettrica tensione...

"Presto... Ora... mentre pensa di averti sconfitto!", fu l'incitamento di Cathlyne a svegliare in Boltag dallo stordimento del colpo. Non se lo fece ripetere due volte... balzò in piedi e corse verso la sua preda. Era deciso a non lasciarle un'altra occasione. Il mostro lo vide e si preparò ad accoglierlo...



L'uomo carico il mostro con la forza della disperazione. Impugnava la sua lama nera e sapeva che avrebbe dovuto giocarsi il tutto per tutto. Fu su di lei. In un balzo. Con tutto il suo peso e la sua forza conficcò la sua amata arma nel cranio deforme del mostro. Fu veloce. E letale. Ma non fu sufficiente.

Talynda lo attendeva. Ed i suoi artigli lo strinserò  con una forza disumana. Letali come lame di acciaio penetrarono la carne dell'uomo... come animali feroci ed affamati ne fecero brandelli.

L'uomo gridò la sua vendetta ed il suo dolore e cadde, travolgendo il corpo senza vita della ragazza che era stata Talynda. Cadde a terra. E svenne, mentre l'oscurità lasciava spazio alle ombre della notte...




Era ormai mattina quando l'uomo si sveglio. Sentiva l'odore metallico del suo sangue nell'aria. Ed il fetore della morte era li con lui. Cercò di alzarsi ma non gli fu possibile. Le sue carni volevano solo riposare... non avevano la forza di fare altro se non crollare e cercare la pace nell'oblio.

Ma Boltag non poteva. Non voleva. Aveva fatto una promessa. Ma al suo corpo la promessa non importava. Le sue ferite grondavano sangue. Le sue membra erano fredde... e lui sentiva la vita sfuggirgli tra le dita...

Fu allora che la vide. Era lei. Era li per lui. Forse allora, pensò,  "sono morto alla fine... ho fallito e sono morto"... "No Bolt, non lo sei. Hai ancora molto da fare. Molti luoghi in cui cercare. Molti nemici di cui occuparti"... aggiunse la donna.
"Cathlyne... non posso.. come... "
E lei lo zitti, dolcemente, come aveva fatto molte altre volte quando il marito cercava scuse per sottrarsi ai suoi piccoli doveri di casa... "sttt, non è il momento per lamentarsi Bolt, Presto il sole sarà alto e tu non dovrai farti trovare. Raccogli le tue forze... cerca in casa qualcosa per fermare il sangue. E vai via di qui... Cerca nei boschi. Sai come curarti. Sai come trovare aiuto... Non è ancora il momento di venire da me"



L'uomo come intorpidito si alzò. Il suo corpo gridava da ogni giuntura, da ogni taglio e ferita... Ma la sua mente non lo ascoltava. Non poteva. Era tardi e doveva andarsene in fretta. Frugò nella casa e trovò il modo di fermare il sangue... e fu in quel momento che si rese conto che non aveva finito il lavoro.

Si chinò, a fatica, sul cadavere del demone-ragazza.. e con la sua nera lama recise una cioccia dei biondi capelli.

Si alzò e sorrise alla luce del giorno che filtrava dalla finestra. Aveva ancora molta strada da fare. Non si sarebe fermato oggi. Non oggi. Non qui.










mercoledì 23 gennaio 2013

La disfatta e l'accordo

Cari Lettori,Quello che segue è l'improprio resocontro della giocata del 23/1, giocata alla quale non ero presente e che riassumo per sommi capi onde evitare lacune nella storyline del gruppo....Purtroppo non so dire chi fece cosa proprio perchè Boltag non era presente...



Il sole era già alto nel cielo quando gli avventurieri furono invitati ad affrontare la loro prova. l'assassino non era con loro, si era allontanato prima della sveglia degli altri e non aveva ancora fatto ritorno...
L'arena era gremita di persone e nell'aria si sentiva odore di sangue e di morte.

Le regole erano semplici: sconfiggere i mostri per ottenere i talismani per poter usare la magia ed un incantesimo di teletrasporto per giungere a Borgo di Luce.

Sembrava una cosa banale... ma cosi non era!

Il combattimento prese la piega sbagliata, e gli avventurieri non riuscirono a sconfiggere i loro nemici!

Furono quindi costretti a ricorrere all'oro per i talismani ed ad uno scellerato patto per poter raggiungere Borgo di Luce: 30gg per uccidere il vecchio capo delle guardie!

Il potente incantesimo li portò a poche centinaia di metri dalle candide mura della città... e li scoprirono che non sarebbe stata cosa semplice entrare armati a Borgo di luce....

sabato 19 gennaio 2013

Alla ricerca del Conte... l'inizio del viaggio

Lo strano gruppo di avventurieri si trovava all'uscita di una grotta, il paeseggio che si apriva davanti a loro era bizzarro e, forse, inquietante: colori sbagliati, uno strano sole e... una enorme montagna che si stagliava all'orizzonte.
Nulla di ciò che avevano visto era paragonabile al turbine di nubi che dalla cima della montagna sembrava risalire, come risucchiato, nell'infinità del cielo.

Nessuno di loro aveva idea di quello che si trovavano ne di dove si trovavano. Solo le parole di Warren risuanavano nella loro testa: un luogo lontano, sigillato da un dio dimenticato.

Ben presto si resero conto che poco gli restava da fare se non cercare una traccia, un sentiero, qualcosa che li potesse condurre a quel monte. Si perchè l'unica vera informazione era: andate al centro del mondo, il monte è il centro e la torre è male.

In realtà lo strano vassallo di Lacrima aveva dato loro anche un altro indizio: "se all'uscita vedrete il monte è bene, cercate la città chiamata Borgo di Luce"... oltre l'ovvietà (dovevano cercare un villaggio...) per il resto le informazioni del piccolo sgherro non avevano grandi utilità.

Esplorando l'immensità del fianco del monte dal quale erano usciti, l'attenzione del gruppo venne attratta da una strana, innaturale, insenatura.

Con riluttanza uno di loro, l'uomo votato a Torm, venne spinto a seguire quella traccia. Seguito dal resto del gruppo giunse ad un portone. Divelto. Come se fosse stato strappato da un essere con enormi artigli. Ben più grandi della testa di un uomo. Oltre questo passaggio una rampa di scala conduceva verso l'alto.

Spinti da uno di loro, Boltag di Tethyr, decisero di seguire quella via. Trovarono rampe di scale e portoni divelti con piccole arene di diversi materiali fino a giungere infine in quello che aveva tutta l'aria di antico monastero di guerrieri. Qui lo scenario assunse ben altri toni: il paesaggio abbandonato e le armi arruginite visti in precedenza vennero sostituiti da resti di un incendio e morte... cadaveri... ovunque... abbandonati da secoli

L'inevitabile esplorazione del luogo portò presto alla scoperta di una stanza nascosta in una delle piccole dimore, qui il gruppo trovò resti di vecchi armi inutilizzabili ed uno strano liquido altamente infiammabile. Ben più interessante fu l'altra scoperta: pietre magiche in una sorta di strana area per meditare, forse antichi rituali dimenticati, e una cascata che nasconde un segreto: una porta che conduce nelle profondità del monte.

Oltre questo percorso, impregnato di una strana magia in grado di limitare la visione a tutti, giunsero in una grotta. Qui il paladino riusciva a percepire una presenza malvagia e allo stesso modo il mago poteva sentire la forza della magia.
Il tutto sembrava essere originato da un piccolo buco nel terreno.
Nonostante le perplessità dei suoi compagni Boltag decise di verificarne la fonte e, evitando di mettere in pericolo le proprie mani, estrasse dalla fessura un oggetto misterioso: un teschio di metallo nero, accuratissimo e di piccole dimensioni. Eppure con un peso non proporzionale alle dimensioni.


Con il chiaro intento di non lasciare l'oggetto nelle mani dei compagni l'uomo permise al mago e al paladino di osservarlo per trarne poche informazioni. Ma lui sentiva che quell'oggetto aveva un potere vibrante e, nonostante tutti gli altri memnri del gruppo avessero deciso di abbandonare l'oggeto Boltag lo tenne per se. E... nella sua mente risuonò una strana voce androgina che lo ringraziò per non averlo abbandonato in quel luogo... informazione che Boltag, come nella sua natura, decise di non condividere.

L'esplorazione di quel luogo continuò fino a portare il gruppo oltre un passaggio magico che, nonostante le precauzioni prese, impedì loro di essere percorso a ritroso. Bloccati! Un'unica opzione: proseguire.

E così fecero trovandosi dopo poco, la magia doveva averli trasportati ai piedi del monte su cui sorgeva il monastero, si trovarono davanti ad una landa desolata e  luminosa su cui torreggiava una città volante.
Questo mondo non finiva di stupirli.

In lontananza un piccolo villaggio... con una torre... e questo ovviamente mise a disagio il gruppo in particolare quelli di animo più sincero.

Decisero, votando, di andare in direzione delle abitazioni. Speravano di trovare almeno una mappa e delle informazioni.

Furono invece raggiunti da 4 uomini in armatura nera con uno strano simbolo, un pugno rosso in campo nero. Facendo tacere i propri, troppo sinceri ed impulsivi, compagni Boltag parlo a nome di tutti e senza violenza immotivata furono scortati alla torre.

Qui gli avventurieri scoprirono maggiori dettagli su questo mondo e sulla Torre. Soprattutto scoprirono che avrebbero dovuto combattere per ottenere oggetti che avrebbero permesso loro di usare la magia e contattare i propri dei. Oppure comprarli...
E che non c'era modo di tornare dall'altra parte della montagna se non pagandone il prezzo in oro. Oppure offrendo spettacolo nell'arena.

Trascorse tranquilla la notte ed il giorno dopo parlando con il portavoce del capo di quella comunità  il gruppo dovrà prendere una decisione: combattere o pagare?

Resoconti...

Ciao a tutti cari Lettori,
da questa settimana, in aggiunta ai diari di viaggio del nostro amico Boltag, inserirò sotto l'etichetta "Resoconti" anche dei riassunti "narrati" delle vicessitudini che il gruppo di avventurieri vive...

Buona Lettura!

giovedì 17 gennaio 2013

Un mondo sbagliato

Uktar, giorno 3 1372DR

Il nuovo giorno è giunto. Ed io sono sempre più perplesso.
Non capisco per quale motivo continuo a restare qui... non è il mio posto.
Mio Padre era un uomo saggio e mi ha insegnato a costruire maschere. Ho avuto tutta la notte per prepararne una nuova, stranamente da quando abbiamo lasciato Starmantle, non dormo che un paio d'ore per notte. Sono giorni ormai che neppure sento il bisogno di mangiare. Forse è questo strano anello che indosso. Forse in lui c'è il potere di tenermi sveglio e di nutrirmi...

Farò "buon viso a cattivo gioco". L'unico modo per liberarmi dalle catene del Conte e... ritrovarlo.

Oggi saprò con chi devo viaggiare... temo avrò bisogno di fortuna.



La buona sorte mi ha sorriso... Cathline veglia ancora su di me e questo mi da la forza di mantenere la mia promessa. Non viaggerò più con i vecchi compagni. Solo l'uomo di Torm è rimasto con me, e di lui ormai conosco pregi e difetti.
I nuovi "compagni" sembrano essere meno pericolosi dei precedenti... nessun demone è tra loro.
Non ho ancora avuto modo di conoscerli a fondo ma hanno doti eterogenee: un sacerdote, uno ranger elfo ed uno strano mago orco.

Dovrò tenere d'occhio l'elfo. Non mi fido di loro




L'ennesima trappola! Oggi avremmo dovuto varcare un passaggio dimensionale per giungere nel luogo dove il Conte è stato imprigionato. E durante il rituale siamo stati "attirati" lontano da uno strano individuo.
Ci ha convinti che il rito ci avrebbe uccisi tutti... e ci ha dato informazioni e mezzi per giungere alla nostra vera destinazione. Fidarsi di lui? Un azzardo pericoloso... secondo Castiel egli è "male"... d'altronde Castiel non si fida neppure di me... la cosa fa riflettere.

Il nostro nuovo "amico" ha uno strano segno a forma di lacrima sul viso, coperto per metà da una maschera.  I suoi modi e le vesti da mago fanno intuire un potere pericoloso. Mi ha affidato un uovo... da riportare nel mondo dove il Conte è imprigionato. E ci ha messo in guardia su cosa ci aspetta




Abbiamo varcato una soglia magica, costruita da nani ed elfi e siamo finiti in un mondo irriconoscibile. Assurdo. Lacrima non mentiva. Qui tutto è diverso. Oltre il portale ci attendeva un suo servitore. Ci ha dato frammentarie informazioni. Questo luogo è pericoloso. E i miei compagni sembrano essere degli sprovveduti... tutto si fa più complesso.



E' passata una giornata. O forse no. Qui il tempo scorre stranamente. E le cose peggiorano. Siamo dal lato sbagliato di un monte enorme. Siamo giunti qui tramite un passaggio nascosto in un monastero abbandonato da secoli. Eppure secondo i nostri "ospiti" solo ieri i monaci erano qui... Cosa accade?

Ora, solo nella mia stanza mi rendo conto di quanto sarà difficile ritornare a casa. Gli altri sembrano non rendersene conto e questo mi fa temere. Forse da solo avrei più possibilità?
Difficile dirlo. Ma i fatti parlano chiaro: domani affronteremo dei mostri in un'arena per ottenere ciò che ci serve per proseguire il nostro viaggio... E' la prima vera prova che dovremo affrontare... il banco di test sul quale valutare i miei nuovi, obbligati, compagni.

Questo mondo non è il mio. Ed è pericoloso. Sembra che ci sia una guerra in atto... Devo fare attenzione.

Durante il viaggio che ci ha portato qui ho trovato uno strano oggetto. Ha detta dell'uomo di Torm avrei dovuto abbandonarlo. Anche gli altri erano di questa opinione. Sciocchi superstiziosi. E' un teschio di metallo nero. Molto ben fatto. E... mi ha chiesto di non abbandonarlo. Magia? Demoni? Lo scoprirò... Anche questa notte il sonno non giungerà che per poche ore... ne approfitterò per studiarlo.






giovedì 10 gennaio 2013

Brutte Notizie e un nuovo inizio

Uktar, giorno 2 1372DR

Ho viaggiato con i miei compagni per 24 giorni per tornare a Gildenglade... e per scoprire cosa? Che il Conte è stato rapito! Non posso credere a quanto ci è stato riferito oggi.
Molti fatti hanno fatto crollare le mie speranze di essere liberato da questa maledizione... mi sono concesso la debolezza di sperare eppure ben sapevo, e il mio istinto non mi ha mai tradito, che la libertà non sarebbe stata facile da ottenere.
Catene... invisibili catene mi rendono prigioniero del Conte.

Giunti alla sua dimora abbiamo ritrovato anche gli altri gruppi di avventurieri. Tutti con storie da raccontare, sogni da condividere e strani dipinti da mostrare. E tutti scioccamente arroccati a difendere qualcosa che neppure sanno stringere fra le dita, che neppure sanno di possedere.

Il viaggio è stato lungo e silenzioso... poche cose da dirci e molto su cui riflettere... come gli strani sogni che hanno deturpato il volto del Capitano...  Niente di questa storia ha senso.

Sono da poco solo nella mia stanza. Le tenebre stanno calando su questa strana giornata ed ho un senso di nausea al pensiero che le mie mosse saranno nuovamente bloccate dalle inivisibili catene del fato. Devo trovare una soluzione... ma l'unica che mi si prospetta mi porta a cercare il Conte, rapito da strane creature il cui potere, pare almeno dai racconti degli altri, sia molto forte.

E questa sera ne abbiamo avuto la riprova... mentre il mago, compagno del rapito non era presente,  il demone che perseguita l'uomo di Torm, l'abominio dagli occhi gialli si è palesato a tutti noi che sotto una sua vile magia siamo stati costretti ad ascoltare melliflui sproloqui... bugie.... Soltanto luride bugie!

Io ne sono certo e cosi anche Castiel ma gli altri? Ho visto troppa arroganza e anche.. sciocca paura nei volti degli altri uomini e donne in quella stanza. Ho cercato di mettere in guardia i miei compagni ed il mago ma non credo abbiano capito la gravità della situazione. Non ci si può fidare dei demoni.... E poi... avrebbe potuto ucciderci, perchè limitarsi a parlarci? Io avrei fatto calare ben altro attacco.

Ora devo costringermi a dormire. Domani sarà l'inizio di un'altra inevitabile sciarada... nuovi compagni mi aspettano per il viaggio. Un viaggio di cui ancora ignoriamo la destinazione e nel quale potrò fidarmi solo dell'uomo di Torm... gli altri dovranno fare attenzione. O dovrò occuparmi di loro.

domenica 6 gennaio 2013

Alla fine del viaggio

Marpenoth, giorno 8 1372DR

... Il portatore della maschera e il Capitano sono tornati. Per fortuna soli. E con strane notizie.
Nulla di positivo ma se non altro nessun nemico ha seguito le loro tracce fino a noi... Deve essere successo qualcosa, la donna guarda con diffidenza l'inviato del Conte.

Sono stanco. Stanco di questo viaggio inutile, stanco di viaggare con sconosciuti. Stanco... e... mi manca Cathline. Devo fare di tutto per riaverla con me. La sua voce... mi tiene lontano dal baratro. Mi tiene lontano da... me.

Siamo pronti a muoverci nuovamente. Destinazione? Prigione. E' li che pensiamo possano essere le nostre cose.



Il viaggio alla prigione è stato inutile. Alla fine siamo giunti, tramite le fognature, al palazzo che domina la città.
Qui ci attendevano solo menzogne e morte... e non morte.

Abbiamo abbattuto i nemici e proseguito l'esplorazione del luogo per scoprire che tutto era una menzogna. Siamo stati vittima di un incantamento o di qualche altra diavoleria demoniaca... Abbiamo viaggiato attraverso cunicoli scavati nella pietra per trovare una strana prigione... una prigione fatta di specchi che.. che non ho compreso.
Gli altri sono stati catturati e mentre io e l'uomo mascherato abbiamo scoperto la vecchi città in rovina (uno scorcio dal passato? una illusione? una... trappola?) sono riusciti a liberarsi e riottenere gli oggetti che avevano perso.



Quando ho visto il Paladino e il Capitano con i loro averi ho compreso cosa dovevo fare. Vincere ogni premura e cautela e gettarmi in quelle prigioni. Li avrei trovato la mia fida lama.. mia moglie e i miei ricordi.
Ma mai avrei pensato di trovare quel traditore bastardo di fratello Cashiln. Era li piangente in un angolo a mormorare bugie... ha cercato di riempirmi la testa di menzogne come se io fossi uno stupido campagnolo... ha chiamato mia moglie "sorella"... come... come sei lei facesse parte di chissà quale macchinazione... Impossibile! non la mia Cathlin!
Ma la sua lingua a sputato bugie per pochi attimi solamente... ho sfondato quella testa malata e marcia con pochi colpi ben assestati. Non oserà mai più mentire.. non tramerù più!



Abbiamo percorso altri cunicoli e alla fine siamo giunti all'aria aperta. Finalmente. Fuori città. Qui una voce ci ha ricordati che "l'oscurità necessità del buio".. o qualcosa del genere. Frase che mi tormenta da quando siamo giunti in questa maledetta città... Il Capitano non voleva andarsene.. non la comprendo!
Abbiamo fatto ciò che dovevamo. Abbiamo ritrovato i nostri averi Ora non ci resta che tornare dal Conte, farla finita con questa farsa e tornare alla nostra vita. Alla mia vita. Alla mia vera missione!

L'uomo giunto a cercarci ora sa cosa è successo all'elfa. Non è un problema. E se lo riferirà al Conte non sarà che un piccolo intoppo. Nulla che non si possa risolvere...

Ora è tempo di mettersi in viaggio.... verso la fine di questa storia.