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giovedì 30 gennaio 2014

La debolezza dei mortali

Si erano affidati ad un "mago di paese"... e questo era stato il primo errore.
La scarsa comprensione della complessità della Trama da parte dello zotico aveva fatto si che la presenza di una più potente aura magica interferisse con il buon esito dell'incantesimo di teletrasporto. E il risultato era stato trovarsi fuori rotta...

L'amena vallata in cui il gruppo si era ritrovato era solo un intoppo, rimediabile, sul loro cammino. Certo, rimediabile... se non fosse per la labilità delle scelte che i membri della sua nuova compagnia si erano trovati a fare...

Eppure a Thormag non sembrava per nulla difficile... le scelte erano pressochè banali, non c'era motivo di complicare un affare così semplice... Eppure...

Eppure non fu così. Suo fratello fu il primo a "distrarsi"... le poche, seppure potenti, opzioni a sua disposizione non gli permettevano di proteggersi dal clima freddo della regione, motivo per cui dovette procurarsi un adeguato abbigliamento. Tempo non ndel tutto sprecato, Thormag lo usò per impiegare alcuni incantesimi di divinazione al fine di identificare la loro destinazione... Giunto il tempo di partire fu il momento del nano. Raddok aveva il cuore tenero, indubbio ormai. Ed il gruppo dovette rallentare per comprendere l'origine di una strana minaccia che aveva colpito dei viaggaitori lasciando un solo sopravvissuto... E fu così che al nano venne accordata un'ora.

Al termine della quale Thormag era pronto ad impiegare la magia per teletrasportarsi nel luogo dove dovrebbe sorgere la Torre... Ma non fu così. Il gruppo venne attaccatto da un enorme verme purpureo, evidentemente la scelta di concedere al nano del tempo per sincerarsi dei problemi di quell'amena regone non fu una scelta positiva... Come se non bastasse Thamadar quasi rischiò la vita!

E scoperto il verme, fu necessario capire come quella bestia fosse giunta in quella remota zona del nord... Thay, il loro zampino era presente. E così un altro ritardo sulla tabella di marcia, ma forse questo pprterà a qualche interessante scoperta...

Thormag era al contempo impaziente e sconcertato, lunga era la strada da compiere e strana la compagnia con cui viaggiava. La sua mente non poteva fare a meno di registrare le numerose variabili che rischiavano di sbilanciare la complessa rete di eventi che si andava a dipanare. Molte forze erano in gioco, alcune volenti altre no. E molti gli ostacoli che potrebbero portare ad una inutile spreco di energie. Eppure sentiva che la soluzione non era così palese... Thay, Tyr, la strana gilda di A... per non dimenticare gli uomini dell'Enclave.

Mentre osservava la carovana con i suoi occhi di drago, Thormag rifletteva sulla strategia più opportuna da impiegare... attendere ancora un giorno? forse... e dispiegare un esercito di creature elementali... oppure liberare il mostro? o ancora... richiamare i suoi oscuri alleati? Fissò per un attimo il nano, ed il ragazzo... era tempo di valutazioni.

Una mente pericolosa

Era accaduto qualcosa.
Non aveva senso negare l'evidenza. Sarebbe stato sciocco e per nulla razionale.
Il rito a cui si era sottoposto per ampliare le sue percezioni non era stato privo di conseguenze.
La sua mente era cambiata. Ora lui sapeva. Thormag si rendeva conto ogni giorno di più di come la sua reale comprensione dell'oggettiva natura del cosmo fosse, in precedenza, limitante. Ora egli vedeva il mondo nelle sue più sottile connessioni. E questo lo aveva cambiato.
Molti di quanti conosceva, ne era certo, avrebbero considerato ciò che gli stava accadendo come una disgrazia... Molti non avrebbero compreso neppure lontanamente il sofisticato punto di vista che il suo innaturale, inumano intelletto ora gli concedeva. Thormag, mai come prima in vita sua, si sentiva solo. Solo, come un gigante fra le formiche egli comprendeva che nessuno poteva capire... perchè nella natura degli uomini non c'è la capacità di pensare come un dio. In cuor suo, l'uomo sapeva di aver fatto un passo senza ritorno. Ma allo stesso modo, ne era certo, avrebbe compiuto molti altri passi, allo stesso modo vasti, allo stesso modo temerari.

E guardandosi attorno capiva che era tempo di essere paziente e tollerante con chi peccava di ignoranza... e di inferiorità... Proiettò la sua mente nel futuro, e ciò che vide lo fece sorridere. Un sorriso anomalo, anche per un uomo all'apparenza freddo come l'Harluanno. Il sorriso di un folle per alcuni, di un genio per altri...

venerdì 3 gennaio 2014

Tempus Fugit

Insoddisfazione... ecco l'unica parola che ben poteva descrivere l'animo dell'uomo.
Erano passati mesi. Mesi spesi lontano dai suoi studi con la promessa e la prospettiva di ottenere maggiore conoscenza... Ed ora cosa aveva ottenuto? Disagi? Molti... Sapere? Poco.
Era frustrato e deluso ed il suo animo inquieto. Presto avrebbero fatto ritorno alla dimora di Warren e lui poco aveva se non una vago e flebile indizio... una piccola insignificante informazione costata mesi di vita. Preziosa, irripetibile vita...

Thormag stava viaggiando a cavallo, diretto verso la locanda dove sperava di trovare risposte ad altri piccoli enigmi. Ma l'insoddisfazione cresceva dentro di lui, così come la fastidiosa certezza di aver perso tempo. Tempo... l'unica cosa su cui non aveva controllo...

La sua mente era già all'opera, ripercorreva i suoi studi, cercando una soluzione su come riguadagnare almeno in parte la preziosa risorsa sprecata. Sapeva che non avrebbe dovuto lasciare la sua biblioteca, la sua casa ed i suoi studi... ma era stato costretto... le visioni di Kathrine non lasciavano altre interpretazione ed il Consiglio aveva preteso un segno di sottomissione. Lo temevano? Forse... e forse ne avevano ben ragione... L'uomo alzò gli occhi al cielo stellato... molti avrebbero visto le stelle, ma lui osservava oltre quel manto ricamato che era il cielo, egli vedeva i piani ed i demi-piani avvolgersi intorno al Primo Materiale. Egli scrutava e meditava... e ben presto avrebbe preso la sua decisione... In quei mondi cosi lontani per i comuni mortali eppur così vicini per l'aranista egli avrebbe raccolto nuovo potere. Piegando al suo servizio creature che in molti avrebbero desiderato non incontrare mai... Thormag si sentiva diverso. Inquieto. Non amava quella sensazione... non amava sentirsi... nervoso.