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domenica 17 marzo 2013

Il nemico oltre la Porta


Porte... decine di porte.
Porte magiche che bloccano e dirigono gli avventurieri spingendoli verso una destinazione unica e precisa.
Un percorso obbligato che non ammette incertezze e nega la possibilità di tornare sui propri passi.
Ed è così che il gruppo segue i corridoi della Torre e si muove di stanza in stanza evitando, quasi sempre, i mortali tranelli.

Boltag, spinge il gruppo a proseguire... sembra avere fretta e non ammettere esitazioni. Si preoccupa solo che Bloodmoon sia in forze e pronto a scatenare il potere dell'Arte contro ogni nemico.
Non accetta altre scuse ne rallentamenti.
Castiel, spinto avanti dall'assassino come "apri piste" è rimasto vittima di una trappola ed è gravemente ferito: un dardo accuminato è incastrato nella sua clavicola in una posizione in cui neppure Dakon con la forza datagli dal suo dio può rimediare. Boltag si è proposto per aiutare il paladino... ma Castiel ha preferito tenere il dardo mortale al suo... posto.

Prosegue cosi il gruppo... prosegue fino ad una stanza nel quale il pavimento manca. Ora è Boltag a segnalare le trappole, non le disinnesca... si limita a segnare sul pavimento le zone pericolose. Corre. Sempre... come se qualcuno lo stesse aspettando.

Nella stanza con il pavimento mancante i più agili se la cavano con dei salti. Il mago vola... e... dietro di loro resta Dakon... appesantito dall'armatura. E mentre cerca la rincorsa per il salto Castiel apre una nuova porta sigillando per effetto della perniciosa magia del luogo il compagno dietro ad un muro!

Il paladino non sa come salvare il suo compagno, solo l'intervento del Mago salverà Dakon. Grazie all'Arte e all'uso dei suoi incantesimi riuscirà a spostarsi oltre il muro, recuperare il compagno e riportarlo oltre i baratri.
A che prezzo però... il primo tentativo di annullare la magia della  Torre fonde la mano del mago con le mura...  Salvare il sacerdote trasformerà un dito di Bloodmoon in... legno! E incrinerà i rapporti con Castiel.
Il mago lo accusa di essere impazzito e di mettere a repentaglio la vita dei compagni, arriva a rinfacciargli le morti della città bianca. E l'uomo di Torm scarica la sua rabbia colpendo il mago al volto.

In lontananza il ranger, avvisato da Boltag della stranezza e della pericolosità del paladino, separa i due... Qualcosa sta mutando... Il paladino, che dovrebbe essere il collante del gruppo con la sua viritù, sembra essere invece la pietra dello scontro! Tanto che Bloodmoon chiede all'assassino protezione...

Le trame di Boltag, lente e precise stanno stringendo un cappio fatto di timore e sfiducia al collo dell'uomo di Torm. Solo Dakon ne sembra immune.


L'esplorazione continua e si giunge ad una enorme portone d'oro. Le incisioni di cui è ricco fanno riferimento agli dei sacri del Faerun. Tutti i sigilli dei difensori dei Reami e del bene sono su quel portone. Ed oltre... l'immenso tesoro di un drago... i resti del suo enorme corpo omai fusi e fossilizzati... ed il suo spirito che mette in guardia tutti del male che dovranno affrontare. E manda a tutti un messaggio: lasciate il male fuori dal vs cuore prima di andare oltre. Tutti... tutti tranne Boltag sembrano accettare l'invito del drago.

Ed il mago, in particolare, cambia. Le sue vesti sono diverse... come se qualcosa di potente sia sceso su di lui.


Oltre il tesoro del dragone una nuova via conduce verso i piani superiori della Torre... qui a fronteggiare gli avventurieiri una creature mostruosa dal volto irto di tentacoli... un battito di ciglia e... la creatura svanisce. E con lei svaniscono Castiel e Dakon...

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