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mercoledì 20 marzo 2013

La resa dei conti


Le enormi porte nere erano davanti ai 3.
Solo Boltag, Bloodmoon e Aramir erano giunti fino a lì.
Castiel e Dakon erano svaniti, come persi nel nulla dopo l'incontro, rapido, con la strana creatura tentacolata...
La polvere del pavimento recava però chiari i segni del trascinamento di due corpi oltre la porta...

Non c'era altro da fare se non proseguire, e così gli avventurieri oltrepassarono la porta e si trovarono in un'enorme stanza del trono.
Il medesimo trono che avevano scorto nei dipinti e negli affreschi... Accanto al trono la creatura malefica che con i suoi tentacoli osservava silenziosa il gruppo e dall'altro lato, appesi come carne da macello a delle catene, i loro compagni e... il conte!

Ma cosa ben più importante sul trono... si ergeva la fumosa e impalpabile figura d'ombra... quell'essere immondo dai terribili occhi gialli. Li osservava... rise... e li salutò come figli tornati al padre.

Boltag fu rapido e incurante, non poteva credere all'opportunità che aveva d'innanzi... diede un rapido sguardo ai compagni come a concordare un'azione inevitabile ed estrasse le armi pronto ad affrontare il suo nemico... ma qualcosa stava tramando.

Dopo pochi passi l'attenzione dell'elfo e dell'assassino venne rapita da magici specchi nei quali videro i propri compagni, impegnati in altre missioni, morire. E anche il demone vide la stessa scena e in preda alla rabbia per la morte dei suoi figli scomparve.

Questo liberò Boltag e Aramir dall'incantesimo e  permise loro di andare di nuovo all'attacco.

L'essere tentacolato però li bloccò tutti imprigionandoli in un campo di forza che non li fece muovere... era per loro impossibile afrontarlo.

Nel mentre Castiel e Dakon cercavano di liberarsi... ma fu il conte il primo ad essere libero e, nonostante le ferite, attacco il mostro. Questo diede tempo ai suoi "salvatori" di liberare i propri compagni e di prepararsi alla lotta. Ma il conte fu rapido nel farli allontanare nel dire loro che non potevano battersi con un nemico cosi forte.

Boltag e Aramir tentarono comunque ma era del tutto inutile... le lame di Boltag non penetravano il corpo dell'essere che sembrava di ferro e le frecce dell'elfo sembravano non poterlo ferire...

Fu in quel momento che il conte venne scaraventato a terra... il paladino e il sacerdote furono lesti nell'aiutarlo.. la situazione sembrava... disperata.
Ma accadde qualcosa... qualcosa di strano: nella mente di Boltag risuonò la voce di lacrima... che gli proponeva il suo aiuto. Boltag non esitò a chiamare l'alleato!
Gli uomini di Lacrima comparvero e riuscirono ad uccidere, senza fatica, il mago nemico... Lacrima stesso comparve e... prima di scomparire ricordò al gruppo che ora nulla era più loro dovuto... che il loro patto era concluso... e che l'aiuto ricevuto era il pagamento per aver riposto l'uovo di Teta nel luogo prescelto...

Lo scontro sembrava giunto alla fine quando... dai resti nel nemico uno strano fumo raggiunse il trono e... il palazzo intero tremò!

Gli avventurieri corsero alla porta.. cercando la vita di fuga... Aramir e Boltag a coprire la ritirata... ma la porta era sigillata e... davanti al trono comparvero due creature... lo scheletro gigantesco di un drago ed una enorme statua di metallo...

Lo scontro fu inevitabile... mentre Boltag sfruttava i grandi lampadari appesi al soffitto per rallentare la statua (facendoli cadere al suo passaggio) gli altri lottarono contro il mostruoso scheletro... le armi affilate e le frecce però avevano poco successo nel danneggiare i resti del dragone...

Le cose sembravano precipitare... la statua era vicina... il drago in piedi... ma il gruppo non voleva arrendersi: alla fine fu l'assassino con un un colpo di mazza a far crollare lo scheletro... sapeva bene che il grosso del lavoro era stato fatto dal compagno Castiel... ma, memore degli ultimi avvenimenti, non nascose il piacere di aver sottratto al paladino il colpo finale...

Il gruppo ora attaccò la statua vivente... che continuava ad avanzare incurante dei colpi ricevuti... la magia sembrava non essere in grado di fermare il mostro e neppure le armi...

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