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giovedì 31 ottobre 2013

Pericoli in attesa

Era bastato un attimo di distrazione, e quel luogo aveva mostrato gli artigli.
Era bastata una frazione di secondo, e letteralmente il mondo si era schiantato fragoroso sulle spalle di Thormag... Erano da poco entrati in quella stanza, seguendo le orme del possente gigante di terra che, agli ordini dell'arcanista, aveva aperto loro la strada fino a quel luogo... Il nano, se poi era davvero un nano, aveva detto di "...proseguire fino in fondo"... e su queste parole stava riflettendo l'uomo quando l'enorme statua di pietra era comparsa apparentemente dal nulla calando l'enorme arma in un fendente terribile... Il colpo lo aveva ferito gravemente nel fisico... ma ancora di più nell'orgoglio... Quando sciocco era stato ad abbassare la guardia in un luogo che, solo all'apparenza, era vuoto e disabitato?

Ben presto però l'intero gruppo si ritrovò ad affrontare quella minaccia... una minaccia pericolosa e dalla forza brutale, tanto da abbattere il non morto e mettere a dura prova le capacità di tutti.

Come Thormag aveva previsto fu l'uso delle congiunte capacità di tutti a permettere loro di affrontare con successo quella prova... e alla fine la statua fu ridotta in detriti sotto i possenti colpi del gigante di terra evocato dal mago e dei ripetuti attacchi dei suoi compagni...




Il grosso cranio del drago stava scrutando i resti... smuovendo con curiosità annoiata i  resti di pietra che poco prima lo avevano quasi ucciso... Thormag, attraverso i suoi nuovi occhi di rettile osservava con un misto di delusione e rabbia i frammenti di pietra... nulla... solo polvere e sassi. Vide che Jimmy era riuscito a sopravvivere a quello scontro... ma che altri del gruppo non erano passati indenni attravero gli attacchi del nemico... Vran era sparito... Mentre rifletteva sui doni che la non-vita avevano concesso al guerriero si avvicinò al giovane boscaiolo... e con una voce profonda e cavernosa, la voce che la sua nuova forma era in grado di articolare si rivolse a lui "Jimmy... è indubbio che questo luogo nasconde un potere enorme, pari solo alle minacce che ci attendono oltre ogni porta... Oggi 2 volte hai rischiato di morire... e per quanto io riconosca il tuo coraggio non posso esimermi dal doverti riproporti una più sicura soluzione..." attese da Jimmy un cenno... ma il ragazzo fissava impietrito ed esterrefatto il suo aspetto di Drago... il suo corpo d'oro brillava e rifletteva la luce che permeava quel luogo "Jimmy... posso rimandarti a casa... posso attraverso l'Arte fare si che tu in un solo attimo possa essere ancora nella tua dimora, nel tuo famigliare sicuro bosco... Non so ancora per quanto avrò questo potere... ma è giusto che io ti rammenti che nessuno dubiterà del tuo coraggio o del tuo valore se desideri ritornare a casa"... Jimmy fu scosso da queste parole e con risolutezza rifiutò "Signore, io resto!"... Il Drago sorrise... un sorriso di zanne luccicanti e stretti occhi di rettile... "Sei un ragazzo coraggioso... Ora muoviamoci"


Thormag fissò quindi la porta di quella stanza e si rese subito conto che il suo corpo di rettile non sarebbe passato mai per quella porta fatta per gli uomini... Sorrise nuovamente...

martedì 29 ottobre 2013

L'indole di una lama

La lama era affamata. La sua fame si chiamava vendetta. Ma aveva un cuore. Un cuore nero in grado di pompare il nero odio e la cieca determinazione nel corpo dell'uomo. E fu questo forse a muovere quel corpo sanguinato oltre la soglia della morte. Fu quel sangue nero a mescolarsi a quello rosso che ancora sgorgava dalle ferite... E si mescolava alla sua carne. E la rendeva più forte. E si mescolava nell'uomo fluendo e riempiendo quell'enorme spazio che un tempo era la sua anima.
Il Cacciatore alzò lo sguardo all'orizzonte. Sapeva dove andare. La dimora di Warren... Sorrise... e l'immagine spettrale che lo precedeva e che già lo aveva guidato nell'infernale oceano di porpora ricambio quel macabro segno... Il corvo gracchio forte come a voler spaventare i morti.

sabato 26 ottobre 2013

Cethaniel Dardlast

STATISTICHE DI GIOCO

  • Nome: Cethaniel Dardlast
  • Razza: mezzo elfo
  • Sesso: M
  • Allineamento: NG
  • Età: 22
  • Divinità Patrona: Sune
  • CL: Rogue(2)/Bard(1)/Druid(1)/Fochlucan Lyrist(4)



ASPETTO FISICO
Cethaniel è un uomo affascinate, di bell'aspetto e ama curare il proprio abbigliamento. Le sue vesti sono spesso ricercate e di pregevole fattura.
E' alto circa 180 cm, fisico asciutto e snello che tradisce parte della sua discendenza.
Ha lunghi capelli che porta lraccolti in una coda


PSICOLOGIA E CARATTERE
Di indole frivola, amante delle cose belle. Implacabile nella sua ricerca del lusso e del piacere. Cethaniel è di buon cuore ma non sa resistere alla tentazione. Di nessun tipo, soprattutto se si tratta di donne giovani e belle, e perchè no.. ricche. In particolare questa sua dissolutezza lo ha messo nei guai con Sir Matclock, signore della guerra belle terre di WinterKeep e la sua affascinante figlia Vanessa.


NOTE BIOGRAFICHE
Vagabondo delle grandi città del nord, non ha memoria della sua famiglia. Nato dall'infausta unione di una donna e di uno stregone elfico le cui tracce sono andate perdute. La madre, figlia di uno dei druidi del bosco di Arch Wood visse e allevo il piccolo Cethaniel con l'aiuto della comunità druidica di cui faceva parte. Nell'educazione e nella formazione del carattere del giovane hanno avuto grande peso sia le privazioni del lusso tipiche della vita nei boschi che l'affascinante cultura dei Druidi. Alla morte della madre, quanto il ragazzo era poco più che adolescente, decise di lasciare Arch Wood per trovare il padre... e la fortuna.

INTERESSI E MOTIVAZIONI
Cethaniel è spinto dalla ricerca del benessere e del lusso. Ama l'arte, le cose belle e apprezza come pochi il piacere di non doversi porre ne limiti ne problemi. Il suo ideale di vita è paragonabile a quella di una nuvola vagabonda che portata dal vento vive senza pensieri e alla giornata. Purtroppo, per lui, la sua capacità di attirare guai lo mette spesso in condizioni scomode. A questi eventi vanno poi sommate le numerosissime volte in cui una donna è causa dei suoi problemi...

Incarichi Sgraditi

"Ehi forza! Cosa sono quelle facce?? Forza... lei al bancone... lei con la faccia da orco... ah.. è un orco? Mi pareva!!" Cethaniel si guardò intorno nella fumosa, lurida e puzzolente bettola... Lo sguardo felice, il volto sorridente e sprizzante una luminosità in forte antitesi con il grigio lerciume di quel luogo e dei suoi... avventori.
"Suuuuu coraggio! Facciamo entrare un po' di luce! Diamo spazio alla felicità.. fuori è decisamente una bella giornata, che gli Dei ne abbiamo gloria!!"

Impassibile agli sguardi, agli insulti e anche al volo di qualche oggetto il ragazzo continuava a sorridere, ballare, suonare il suo liuto... era l'immagine invincibile della buona volontà... in realtà si sentiva morire dentro... ma perchè aveva accettato questo stupido incarico... per quale motivo aveva acconsentito a lasciare la bella e ricca Waterdeep per ritrovarsi in quella... latrina di Westgate?.. oh si.. debiti. Ecco cosa lo muoveva. Debiti... e la promessa di Sir Matclok di appenderlo a testa in giù dalle mura del suo maniero... Sir Matclok sapeva essere tanto convincente... e gentile... un signore... si, la sua capacità di persuasione era pari solo alle abilità della figlia tra le lenzuola....

"oooooooooorsù bella gente! Non apprezzate le musica? Preferite forse la poesia?? siii siete animi gentili sotto quelle scorze spezze! Voi al tavolo giù in fondo.. .con quei volti tristi.. che ne dite? Musica? Poesia? Canto? Come posso alietare le vostre pene??"

E dal tavolo trai grugniti ed il lancio di improperi giunse anche un boccale ammaccato. Cethaniel lo afferrò al volo... ne bevve un sorso e sputò a terra la lurida brodaglia discustato... "Eh... no... non ci siamo... voi non apprezzate l'arte.. .ed io... non sopporto che la mia musa sia così offesa" e sfoderando le sue due strisce si avvicinò al tavolo... "E, prima che vi faccia tanto male... sapete dove posso trovare un certo Sir Shadowfighter?"

L'antico cuore pulsante

Ben presto Thormag si rese conto che non sarebbe riuscito ad andare oltre nei suoi studi. Non quella notte. Non in quel luogo. La cosa lo turbava... mai era accaduto che la Trama fosse così sfuggente, mai aveva avuto la sensazione di essere così... umano. L'uomo era ben conscio delle sue capacità, e sapeva bene che quel luogo nascondeva qualcosa di antico. Lo sentiva. Un potere in grado di interferire con il tessuto stesso della Magia... E il solo pensiero di quale forza lo avesse creato, e ancor di più, lo stesse mantenendo in funzione lo affascinava...

Thormag sapeva che sarebbe uscito dal quel luogo. Ma in che modo e con quali nuove conoscenze? Nonostante tutto sentiva nuova energia scorrere in lui, mescolarsi al suo sangue... ne sarebbe uscito cambiato. Migliore? Forse... sicuramente più forte, perchè la conoscenza era da sempre la sua arma più tagliente. Ma i suoi compagni? Cosa sarebbe stato di loro? Quanto ancora avrebbero retto alla pressione che quel luogo imprimeva nelle loro anime? E Vran? Lui non aveva un'anima... quanto avrebbe resistito al digiuno?

Il tempo scorreva implacabile. Non era più il momento di titubare. Avrebbe dovuto agire, e in fretta.

lunedì 21 ottobre 2013

Potere sfuggente

La bolla planare, la piccola tasca creata dal potere evocato da Gerill era silenziosa e buia. Thormag trovava quel genere di luoghi insolitamente ospitali. Era un vecchio incantesimo, uno dei primi che aveva imparato a lanciare e che spesso si era rivelato utile, anche solo per nascondersi e poter evitare, negli anni ormai lontani della sua gioventù. le giornate di corvee.

Eppure ora quel luogo lo infastidiva. Stava cercando di memorizzare i complessi simboli e le gestualità necessarie a richiamare il potere della Trama a se per piegarlo al suo volere ma anche le più ovvie delle prassi sembravano sfuggirgli. Questo non solo lo infastidiva ma... lo rendeva nervoso. Anche il Potere sembrava sfuggente in quel luogo... E mentre cercava di portare a termine quella semplice attività di studio un'intuizione, terribile, si fece strada in lui "Gerill, mio buon compagno, perdonami l'indecenza di questa mia domanda ma... hai anche tu la sensazione che la Trama sia restia a... lasciarsi tessere da noi?" pregò gli Dei che il mezz'uomo negasse questa sua sensazione... ma non fu così!

Qualcosa di molto potente viveva in quelle rovine, ormai ne era certo. Era così potente da rendere arduo richiamare ogni forma di magia... e questo poteva solo significare una cosa. Erano terribilmente sulla giusta via... ne sarebbero stati degni?

Promesse, catene per i morti

Il corpo dell'uomo era tra molti in quel che restava di un immenso campo di battaglia... una sfida epica aveva visto i campioni della Luce schierarsi, eterogenei e mutevoli, contro l'emanazione stessa del male... l'incarnazione del demone più oscuro... e ancora una volta gli Dei ed il Fato tutto avevano arriso alla follia dell'uomo e all'impavido cuore dei molti. L'Oscura Signora era stata scacciata ed i suoi araldi dispersi... Ma a quale prezzo? Quale prezzo avevano pagato i molti periti tra le fiamme oscure del Drago? Quanti figli erano rimasti orfani e quante donne si erano risvegliate vedove all'indomani di quella battaglia?

I Figli dei Figli avevano vinto. E il Demone era stato sconfitto...

E l'uomo giaceva trai morti. il suo corpo ferito... dilaniato... la sia carne esposta. E le ossa luccicanti brillavano al sole. Tra i corpi volavano i corvi e... gli sciacalli pascolavano in quello che per loro era un banchetto regale...

Tra tutti i corvi, uno in particolare era strano... il suo piumaggio metallico... le sue ali argentee... volava in cerchi ampi come a cercare qualcosa... un boccone speciale forse... oppure... altro. E ben presto lo trovò... il suo verso lugubre risuonò più volte e l'animale rapido in cerchi sempre più stretti scese fra i morti... le sue zampe d'argento artigliarono il petto dell'uomo... il suo becco appuntito e tagliente ne colpi il petto... sembrava spazientito più che affamato... gridò e beccò... ma ad un tratto... ad un tratto la mano rapida del morto lo afferrò... lo strinse, ma non per ucciderlo... quasi a volerlo riconoscere.

Il morto, che forse così morto non era, esalò un rantolo di dolore... il suono liquido proveniente dai suoi polmoni non era certo un buon segno... ma l'uomo si muoveva... Il corvo saltellò giù dal suo torace... e lo osservava... Ancora nulla... solo rantoli... poi come mosso da una forza antica e disperata l'uomo si mosse.. si girò su un fianco e barcollante si alzò... lentamente come se le sue membra stessero ripercorrendo un percorso eterno... come se la sua anima stesse tornando un brandello alla volta dentro a quel corpo rotto e sanguinante... e l'uomo fu in piedi... infine... il corvo lo fissava e lui fissava il terreno come a cercare un segno... od un oggetto... lo vide poco distante da se e, quasi strisciando, lo raggiunse... si chinò per raccogliere quel nero oggetto... nero come la pece... nero come la morte.

Un sorriso insanguinato apparve sulle labbra dell'uomo... denti rossi del suo stesso sangue... Portò la nera lama, ecco cosa era quell'oggetto, alle labbra e come un amante ne baciò il freddo acciaio nero... "Cathline... non è ancora il momento... non ho mantenuto le mie promesse..."... così l'uomo sussurrò al suo pugnale... ed il corvo d'argento gracchio, felice, in risposta al suo padrone... poi gli volò sulla spalla...

domenica 20 ottobre 2013

Problemi e Soluzioni

Thormag era soddisfatto. Era riuscito ad evitare un inutile spargimento di sangue. E ancora di più... era riuscito a farlo senza coinvolgere Abram. Quell'uomo (ma poteva davvero definirlo uomo?) non gli piaceva. Non solo per il, ripugnante, modo con cui impiegava l'Arte... era qualcos'altro. Qualcosa in lui lo faceva preoccupare... i suoi sbalzi di umore... e lo strano interesse verso Jimmy.

Ora c'era un altro problema da risolvere... l'enorme altare andava spostato. Aveva lasciato lo scaltro Gerill in compagnia di Joshua ad esaminare il luogo... ed era ansioso di avere da loro buone nuove. Entrò a passo svelto nella stanza seguito dal giovane boscaiolo. E rimase impietrito da ciò che vide.

Mentre il mezz'uomo stava osservando con meticoloso ossessione ogni centimetro della parete in cerca di possibili meccanismi, l'altro, il giovane Shadowfighter, stava... passando del sapone sul pavimento.

Thormag comprese il motivo... ma fu per lui impossibile resistere alla tentazione di canzonare il giovane stregone. Quel ragazzo aveva in se il seme dell'Arte... il suo sangue era inquinato da chissà quale sostanza... forse sangue di drago o di qualche esterno... diluito da generazioni... ma sufficiente a dare a quelli della sua specie la capacità, ridotta e inconscia, di attingere alla Trama. Thormag lo trovava... ripugnante. E pericoloso.

Vedere però che un individuo dotato di tale capacità, seppure minima e inconscia, lo avviliva....

"Ragazzo... quando riterrai di aver lustrato a sufficienza il pavimento, lascia che gli adulti facciano il loro lavoro..." E con un cenno indicò anche agli altri di lasciare spazio alla sua Arte.

Attese pochi isanti e poi uso l'Arte per congiungersi alla Trama e attraverso l'immenso potere che la permeava evoco spiriti della pietra per portare a termine la semplice impresa di spostare l'imponente blocco di pietra nei sotterranei...

Dialoghi I: Vran e Thormag

(NdA: Dialogo tra VRAN e THORMAG avvenuto durante una delle soste nel viaggio verso la fortezza perduta di  Ioulaum)

V: La morte è solo l'inizio... chi è morto vive davvero perché ormai non teme più nulla... più vivo che mai

T: Mio acuto Vran, è indubbio che la tua... condizione, possiamo definirla così suppongo, ti offra un punto di osservazione differente rispetto a quello dei meri mortali. Ritengo tuttavia che il Fato di cui sei stato vittima non sia di per se una benedizione, quanto meno non lo sarà fin tanto che la tua estrema capacità di osservazione e l'indubbia prestanza del tuo "nuovo" fisico saranno vittima di una sottile schiavitù. Non nego che la tua capacità di affrontare certi pericoli possa essere... invidiabile ma... resti purtroppo, non me ne avere male per la franchezza, una marionetta. Il che... è illogico definirla una condizione privilegiata

V:  Evidentemente, caro Thormag, non hai mai provato l'intenso piacere della caccia, del peccato senza la colpa.. liberare l'istinto e le fantasie più grottesche... marionetta io? Oh no.. il mio è servizio e gratitudine per ripagare questo grande dono, la madre notte mi ha preso nel suo grembo e io la servirò per l'eternità che mi aspetta

T:  Il mago sorrise scuotendo leggermente la testa "Vran io comprendo bene quanto mi dici... sei un essere scaltro e decisamente potente. Ma nonostante tutta la tua forza e astuzia non comprendi e non vedi le dorate sbarre che ti rinchiudono. Sei una pedina... legato e vincolato al tuo Padrone... sei schiavo di antichi rituali e maledizioni... e tutta questa tua potenza si spegne sulla soglia di una porta... sulla riva di un corso d acqua... si dissolve nel raggio tiepido di un'alba invernale... comprendo il fascino della notte e dell oscura Signora... ma il prezzo da pagare rende tutto..." e Thormag lo fisso con il benevolo sorriso di un insegnante dinnanzi ad un giovane studente "... irragionevole... illogico"

V:  Trovo la tua ipocrisia spiazzante... tralasciando il fatto che il mio maestro mi lascia molta libertà di scelte, tu, tu stesso sei schiavo ben più devoto delle tue pratiche magiche.. il tuo padrone è la trama e senza di essa non saresti altro che un altro fratello di tomba

T: D'un tratto l uomo si fece serio... poi l amabile e paziente sorriso tornò sul suo volto... gli occhi freddi dal sinistro bagliore blu rimasero impassibili "Vran... tu parli di cose che non comprendi. Ma è normale... prima di essere una creatura della notte eri un comune mortale..." Thormag attese un attimo come a soppesare le parole... sceglierle con cura " vedi... io non sono schiavo della Trama. Essa è il mio strumento... è l'utensile che io domino con la mia mente. Essa mi rende forte ma non mi domina. È la mia mente... il mio sapere l origine della mia capacità... io comprendo la Trama ed il Potere. Ed entrambe queste forze io piego alle mie... necessità. Certo debbo seguire delle regole... ma..." aggiunse con una strana inflessione che forse solo l orecchio sovrannaturale del Vampiro poteva cogliere " ma nessun ordine. Ne padrone. Nessuno su Toril può chiamarmi servo. E quanto al tuo di padrone... cosa accadrà quando si sarà stancato di te? O quando troverà più. .. appagante... la compagnia dei suoi troll?" Attese ancora un secondo poi aggiunse fissando il compagno "Bada... io non ti giudico ne ti temo... voglio solo farti dono di... un diverso punto di vista"

Nemici di noi stessi

La situazione era tesa... ma l'arcanista era fiducioso. Molte cose non erano come dovevano essere ma non tutto era perduto. Vran doveva nutrirsi... era solo questione di tempo prima che la belva dentro di lui prenda il sopravvento e l'elfo non era più in se. Qualcosa di potente, terribilmente potente, si era impossessato di lui.

Ma in tutto questo... Tormag era fiducioso. Il Potere e l'Arte erano al suo servizio, e il luogo per quanto densamente magico non aveva ancora mostrato loro sfide insommortabili... Loro erano il loro peggiore nemico in questo momento.

E Jimmy... il giovane stava mostrando una forza d'animo che avevano stupito Tormag. .. Gerill era una risorsa affidabile ed aveva saputo essere decisivo, d'altronde anche egli manipolava l'Arte con sapienza e acume.

L'altro, nuovo membro del gruppo, lo lasciava invece perplesso... era indubbia la sua buona fede... o almeno la voglia di essere utile ma... lavare i pavimenti? Tormag non lo comprendeva... ma d'altro canto non comprendeva nessuno di quelli come lui.
Pericolosi abomini.

Il pericolo del conflitto

La situazione era tesa.
L'elfo, suo malgrado, non comprendeva in quale pericoloso tranello fosse caduto.
In lui qualcosa cresceva... qualcosa di forte che la magia di Tormag non era stata in grado di sconfiggere.

E l'elfo sapeva essere mortale. Terribilmente mortale. Non palesava le sue intenzioni e non era di certo rumoroso come la corazza rendeva Vran. Era silenzioso. Sussurro, il suo nome, non era che un azzeccata metafora per la sua leale capacità di uccidere.

Erano fermi nella prima stanza di quello strano luogo da ore ormai, quando l'elfo aveva iniziato ad emanare una luce strana. Solo gli occhi del mago si erano accorti di questo cambiamento, nulla di ciò che è magico passava inosservato agli occhi di Tormag... neppure quando si trattava di ammaliamenti e malefici.

Nel momento in cui il mago giunse nella stanza le cose stavano precipitando rapidamente...  Vran e Vakiry, questo era il nome di battesimo di Sussurro, si stavano fronteggiando... pronti a sfoderare le armi in un letale scontro.

Non poteva accadere. Non ora. Non quando quel luogo li circondava ed era pronto a ghermire le loro fragili vite... Fu con l'uso di tutto il suo potere che il mago separò i due. Manipolò lo spazio e curvo il tempo per far si che di due fossero traslati e allontanati... questo non li metteva al sicuro, ma... avrebbe permesso a Tormag di farli riflettere, e forse scongiurare il peggio.

Un viaggio pericoloso

Sentiva l'energia di quel luogo addensarsi come viva intorno a lui. Avevano risvegliato qualcosa... avvicinandosi e poi varcando la soglia di quella... cripta? Non sapeva ancora come chiamarla... forse tomba? O... Dimora?

Una voce lo aveva salutato e misteriose energie si erano destate. Eppure la gemma rimaneva silente... mentre qualche antica potenza oscurava le menti dei suoi compagni di viaggio.

Misteri e pericoli lo attendevano, e la sua visione non lo lasciava tranquillo... le ombre che si allontanavano separandosi... 2 individui avrebbero... tradito? Doveva trovarne la logica e verificare i fatti... ma logica e fatti sembravano così lontani da lui ora... viaggiava con un Vampiro e con un Negromante... un assassino dai modi glaciali, uno sciocco stregone ed un bizzarro mezz'uomo... Un gruppo male assortito? Forse... sicuramente... variopinto ed inusuale. Il servus aveva scritto ogni cosa. Doveva trovare il tempo per riflettere su quanto accaduto. E scoprire a chi faceva riferimento quella voce e chi era atteso da quelle mura...

martedì 8 ottobre 2013

Cattive Compagnie

"Kassandra,
è presto per poterti inviare informazioni più utili, ma ritengo sia opportuno non lasciare nulla al caso.
Ogni dettaglio potrebbe essere foriero di temibili avvenimenti ed è troppo alto il rischio che una leggera superficialità possa inficiare la nostra Ricerca...

Sono in viaggio da una notte solamente, abbiamo lasciato la dimora del Conte da poco ma è già palese che gli uomini con cui mi accompagnano sono esseri a dir poco pericolosi. Essi sono... votati a forze che io ripugno ma non posso che seguirli, ciò che andremo a scoprire ha un valore troppo alto per lasciarlo alla merce di individui così... perversi."

L'uomo era solo, appartato in un luogo che solo lui poteva scorgere, una nicchia creata tra i mondi, come un taglio nel tessuto stesso della realtà. Per lui era poco più di un trucco imparato da bambino... eppure ancora oggi sapeva trarne l'utilità. La sua mente era concentrata sull'immagine della sua sposa, e sulla pergamena, ferma nell'aria a poca distanza da lui, le parole venivano impresse in una grafia precisa e ferma.

Tormag pensava a quanto fosse necessario aggiungere... ma ritenne che, per ora, non fosse opportuno aumentare le preoccupazioni della moglie, anche lei aveva oscurità da cui guardarsi...

"Presto ti invierò nuovi messaggi...", e ad un tratto il volto austero e quasi impassibile dell'uomo fu attraversato dall'onda di una emozione intensa "... presto tornerò a te mia Dea".


Isabel Durgam

STATISTICHE DI GIOCO

  • Nome: Isabel Durgam
  • Razza: umana
  • Allineamento: CN
  • Sesso: F
  • Età: 33
  • Divinità Patrona: Azuth
  • CL: Sorcerer (8) / MageHound (1)
ASPETTO FISICO
Isabel è una donna di bell'aspetto e dallo sguardo gelido. I suoi lineamenti e il suo atteggiamento austero rispecchiano la glacialità con cui affronta la vita. O almeno questa è l'immagine che Isabel si è costruita ed è il lato di se che mostra agli estranei.

Ha corti capelli castani e freddi occhi azzurri. La carnagione stranamente pallida per una donna Harluana.
Non ha particolari segni distintivi se non una profonda cicatrice che le corre dalla clavicola destra e attraversa in diagonale il suo corpo fino all'incavo dell'anca sinistra. Questa cicatrice, il tripice solco di un artiglio, è uno dei motivi per cui la donna ha giurato di vendicarsi di Thormag e di Kassandra, la sua consorte.

Ha un fisico snello e leggermente androgino, la sua altezza è nella media per le donne Harluaan.


PSICOLOGIA E CARATTERE
Isabel è una donna fondamentalmente fragile. Nel suo animo è spesso in preda al panico o alla paranoia, aspetti di se che tiene ben celati agli estranei e anche alle persone, quelle poche, che le sono vicine.

Nutre un profondo risentimento nei confronti dei consorti Ugthandor, in particolare di Thormag. Il suo odio ha origine in eventi di una decade fa quando i tre si conoscevano e frequentano il medesimo circolo di giovani apprendisti. 

Isabel ha una personalità chiusa e introversa, mostra al mondo una facciata attentamente costruita e glaciale ma in realtà è spesso vittima di pericolosi tumulti interiori. Nonostante i suoi tentativi di controllarsi e di dominare questa sua personalità iraconda, non sempre riesce a celare la furia che la investe.

Chi la conosce ammette spesso di temerne le reazioni impulsive. Fa sfoggio del suo ruolo nell'Ordine dei Cacciatori di Maghi e non esita ad abusare del potere che possiede.

Si vergogna della cicatrice che le ricorda quotidianamente della sconfitta subita per mano di Thormag. 

In generale tende a disprezzare gli arcanisti uomini. Soprattutto quelli che si ritengono particolarmente "dotati" e "capaci".

NOTE BIOGRAFICHE

Isabel come Kassandra è di nobili origini. In giovane età perse entrambi i genitori e venne allevata dalla casata Atmari, in quanto il padre di Kassandra era solito fare affari con il defunto Lord Durgan.

Isabel crebbe così nell'agio insieme alla rampolla Atmari. Il loro rapporto si evolse in modo sempre più complesso e radicato. Quando Kassandra venne scelta per seguire gli insegnamenti dell'Arte Isabel cercò in tutti i modi di seguirla e tanto fu il suo impegno che, nonostante le sue doti fossero di diversa origine, i veggenti le concessero di studiare gli arcani segreti.

Fu però durante gli ultimi anni degli studi che, con l'incontro tra Kassandra e Thormag, la vita di Isabel giunse ad una svolta decisiva.

Kassandra ed Isabel all'epoca erano profondamente unite, molto più che semplici amiche, pare infatti che Isabel fosse profondamente attratta dalla giovane rampolla Atmari e che anche la giovane Kassandra non si negasse alle attenzioni dell'amica.

Questo equilibrio venne scosso quando Thormag inizio a corteggiare Kassandra, in modo sempre più insistente e pressante. Tanto da far nascere del risentimento in Isabel che arrivò al punto di sfidarlo in un duello. La fama di arcanista di Thormag era già diffusa, ed il giovane allora adolescente aveva già dato prova di se e della sua capacità di piegare gli esseri planari alle sue necessità... e fu proprio una delle creature evocate dal ragazzo a ferire mortalmente Isabel e a sfigurarle il corpo in modo irrimediabile.

Tutto questo venne davanti agli occhi di Kassandra e fu proprio la facilità con cui Thormag ebbe modo di sconfiggere la rivale che fece scattare la scintilla dell'interesse nell'animo di Kassandra.

Isabel resto sfigurata e ferita non solo nel corpo ma anche nell'orgoglio e nonostante i suoi tentativi  di riconquistare l'amata non riuscì a far altro che spingere sempre più Kassandra tra le braccia del ragazzo.

Thormag uso la sua capacità di discernere la magia per scoprire il piccolo segreto dell'avversaria per poi usarlo contro di lei: si accorse subito infatti che Isabel non aveva il dono dell'Arte ma che era il suo sangue e la sua natura a darle la capacità innata di usare la magia, dote che faceva di lei una strega... una paria agli occhi degli altezzosi maghi halruaani. Fu cosi che sconfitta ed umiliata Isabel abbandono presto gli studi dell'Arte per avvicinarsi all'ordine dei Cacciatori di Maghi.

Le strade dei tre restarono separate per anni fino a quando in tempi recenti, la curiosità e l'ardire delle ricerche di Thormag e Kassandra attirarono l'attenzione dell'ordine.

A seguito dei rifiuti di Thormag di entrare a far parte del Consiglio degli Anziani e alle voci che circolano sulla costruzione della Torre degli Ugthandor e dei loro esperimenti, gli Anziani hanno chiesto all'Ordine di tenere sotto controllo i coniugi. Ovviamente Isabel si è offerta volontaria.

INTERESSI E MOTIVAZIONI

Isabel ha giurato di smascherare Thormag per l'impostare quale è. Lei è certa del fatto che non ci sia un vero sentimento all'origine dell'interesse dell'uomo nei confronti di Kassandra ed ha la completa certezza che se riuscisse a smascherarlo l'amata farebbe ritorno da lei.
Quello che Isabel ignora è che anche Kassandra non è una sprovveduta e sa che per quanto possa essere non del tutto onesto l'interesse del mago nei propri confronti, la loro unione giova ad entrambi. Kassandra ha grande ammirazione per le ricerche effettuate da Thormag e come lui sogna di ottenere il "vero" controllo sull'Arte. Non capisce del tutto il marito ma sa che lui, in qualche modo, si trova sempre un passo avanti a lei e che la sua comprensione dell'Arte e del Potere ha pochi eguali.

Nonostante tutto Isabel ha giurato di vendicarsi di Thormag ed anche per questo ha deciso di entrare a far parte dell'Ordine, conscia che prima o poi l'arcanista avrebbe fatto un errore... e lei sarebbe stata li ad affondare la lama nelle ferite dell'uomo.

Thormag Inatan Ugthandor

STATISTICHE DI GIOCO

  • Nome: Tormag Inatan Ugthandor
  • Razza: umana
  • Sesso: M
  • Allineamento: N
  • Età: 28
  • Divinità Patrona: Azuth
  • CL: Conjurer(1)/Archivist(1)/Mystic Theurge(9)



ASPETTO FISICO
Tormag è un uomo alto dalla carnagione chiara, non pallida. E' di corporatura media. Fisicamente non debole non ha il tipico aspetto dinoccolato di molti altri maghi.
Calvo, ha occhi verde scuro. Le mani affusolate e spesso in movimento tradiscono il suo rifiuto per i lavori manuali.

Veste quasi esclusivamente con abiti ricercati e con la tunica del suo ordine.

Ha, in sintesi,  un aspetto tipicamente Harluaan.

PSICOLOGIA E CARATTERE
E' un pragmatico. Preciso e puntuale.
Come molti maghi Halruaan rifiuta il lavoro fisico e fa incessante uso della magia anche per le cose più banali.
Non apprezza viaggare, ama le comodità che la sua terra e la sua dimora gli possono offrire.

Come tutti gli abitanti della sua nazione ha un atteggiamento eccessivamente formale, in particolar modo quando si tratta di interloquire con altri maghi. E allo stesso modo ritiene indegni di particolare stima e attenzione gli individui incapaci di manipolare la magia.

Dal suo punto di vista l'uso dell'Arte è una parte integrante dell'essere se stesso. Usa e padroneggia la magia dall'età di 6 anni... e fatica a comprendere chi vive senza di essa.

Ha accettato l'incarico che il Consiglio gli ha affidato primariamente per poter assecondare le sue ricerche e per ottenere maggiori informazioni e conoscenza.

Non è un uomo malvagio ne particolarmente buonista. Ritiene che tutto faccia parte di un enorme ciclo di eventi e che sia importante mantenerne l'equilibrio per evitare di finire intrappolati in esso. Nonostante questo non si fa particolari problemi se costretto a difendersi o ad usare metodi imperativi per raggiungere i suoi scopi.

NOTE BIOGRAFICHE
Tormag nasce  nel piccolo villaggio di Maeruhal, un piccolo villaggio di Minatori nelle colline del East Wall, nella magogratica Harluaa.

Nasce in una famiglia di modestissime, se non povere, origini. La sua vita ebbe una svolta quando, come tutti i bambini Harluaan, all'età di 5 anni venne sottoposto ai test per verificare la sua affinità con l'Arte.

I divinatori del regno restarono sorpresi dalle sue innate capacità ed il piccolo Tormag venne avviato allo studio delle conoscenze arcane. Come molti Harluaan in lui era accesa la fiamma del dono e l'Arte presto divenne uno strumento comune e quotidiano. A differenza però dei suoi compagni di studi Tormag sembrava avere un'affinità intrinseca con i suoi studi, questo fattore unito alla sua sconfinata curiosità ed alla metodica pragmatica con cui approcciava lo studio lo portarono ad essere in grado, ben prima del previsto, di sfruttare incantesimi ben lontani dalla sua portata. Fu presto evidente la sua familiarità con la scuola di invocazione ed il suo, spiccato, talento venne notato dal grande invocatore Eledric Omanrys, membro del Consiglio degli Anziani e governatore della città di Halagard.

Fu così che Tormag divenne un suo apprendista e dall'età di 6 anni si trasferì ad Halagard per studiare con il suo nuovo Maestro.

I rapporti fra i due uomini sono tutt'ora saldi, nonostante l'età del tirocinio e dell'apprendistato siano ormai terminati da molti anni Tormag nutre un sentimento di profondo rispetto per il suo vecchio mentore. Il quale, di contro, a volte resta perplesso di fronte all'infinità curiosità e sete di potere dell'ex allievo che, teme, potrebbe portarlo a svelare arcani che non andrebbero disturbati...

Proprio a causa di questa sua incessante, e apparentemente implacabile, sete di potere Tormag affianco agli studi dell'Arte quelli del Potere, divenendo un archivista Halruaan. In particolare i suoi studi lo hanno avvicinato all'antica storia del regno e delle sue origini. Ben presto ebbe accesso, anche tramite l'aiuto del suo maestro, ad antichi tomi dell'epoca netherese dai quali, pare, abbia appreso antichi segreti dei Re Maghi.

In particolare negli ultimi anni i suoi studi sembrano averlo, pericolosamente, avvicinato allo studio dell'antica magia netherese. All'età di 20 anni conobbe Kassandra Atmari che divenne poi la sua compagna. Kassandra a differenza di Tormag è una esperta illusionista, la sua famiglia è di nobile lignaggio e alcuni dicono addirittura che in loro scorra il sangue dell'arcimago di Eileanar: il temuto Karsus.

Alcune delle persone vicine a Tormag non si fecero scrupoli ad ammettere candidamente, ma mai a voce troppo alta, che l'interesse del mago per Kassandra andasse oltre la bellezza della donna. Anzi, secondo questi "ben informati", Tormag inizio a corteggiare in modo quasi esasperato la giovane maga proprio dopo aver scoperto il legame della sua famiglia con il potente arcanista del passato.

Due importanti considerazioni vanno comunque fatte:

  • Tormag non è certo un uomo malvagio, ma è estremamente determinato e pragmatico... per lui il fine può giustificare i mezzi
  • Kassandra non è una sciocca e anche lei deve aver visto in qualche modo un tornaconto dall'unione: indubbiamente i due all'opera sono stati riconosciuti come grandi maestri e studiosi e le loro ricerche hanno spaziato dall'antico impero al demipiano delle ombre e alla perduta enclave di Shade

Più volte nel corso degli ultimi anni Eledric ha cercato di convincerlo a divinire un membro del Consiglio ma Tormag ha sempre, gentilmente, declinato l'offerta. Egli infatti è decisamente più interessato alla conoscenza, ed al potere che ne deriva, che non dalla politica ed al peso che ne consegue.

INTERESSI E MOTIVAZIONI
Tormag è un uomo a suo modo semplice. Il suo interesse è focalizzato sullo studio dell'Arte e del Potere.
Ritiene, cosa che non ha condiviso con nessuno neppure con la moglie, che il vero sapere, l'antica conoscenza che avevano gli Arcanisti dell'Antico Impero di Netheril, derivi dall'applicazione e dallo studio di entrambe le manipolazioni dell'energia magica. Il suo scopo, la sua primaria fonte di motivazione, è raggiungere la conoscenza di quell'antica capacità magica e di poterla comandare e manipolare per abbattere i confini della sua forma umana.

Con l'aiuto di Kassandra ha svolto numerosi studi su antichi tomi di epoca netherese e vanta una vasta raccolta di testi antichi e papiri provenienti da epoche ormai dimenticate. Egli stesso si dedica, come molti Harluaan, allo studio e al perfezionamento di incantesimi noti.

Negli ultimi anni in particolare, conscio che il suo vero nemico è il tempo, sta lavorando con la moglie allo studio di una nuova formulazione dell'antico incantesimo di lunga vita usato dagli Arcanisti del passato. Ha elaborato alcune varianti dei rituali per rendere permanenti gli effetti di altri incantesimi.

Aborra lo studio della necromaniza, lo ritiene un modo disdicevole e mal sano di ottenere potere, mentre nessun interesse hanno per lui gli incantesimi di incantamento, a suo dire "frivoli".

Altro grande interesse, non poteva essere altrimenti, è lo studio della Enclave dell'Ombra e del suo destino. Shade come Karsus e l'antica Netheril sono per l'uomo quello che più si avvicina ad un'ossessione, ben celata ad occhi indiscreti, ed il vero cemento che probabilmente lo unisce alla consorte.


PNG DI RILIEVO
Segue una rapida descrizione dei PNG connessi a Tormag.

Kassandra Atmari
Umana. età 28, LN, Illusionista (8)

Kassandra è figlia di Amarton Atmari  un importante nobile e mercante Halruaan.
Leggende famigliari dicono che gli Atmari derivino il loro lignaggio da antiche famiglie Netheresi, addiritura affermano alcuni che nel sangue degli Atmari possa scorrere quello di Karsus... diluito nei secoli.

Kassandra è una donna graziosa e intelligente, ha un carattere forte ed impulsivo. A differente di Tormag il suo attenggiamento sfocia spesso nell'arroganza e in molti dei suoi vecchi amici si chiedono cosa possa aver trovato nel mago. Alcuni ritengono che il suo passato da figlio di minatori sia passato in secondo piano agli occhi di Kassandra per via delle indiscusse doti di arcanista che l'uomo ha dimostrato di avere.

Altri, facendo in modo di non farsi udire da voci indiscrete, ritengono che Tormag con le sue capacità e il suo innato appetito per il potere sia il degno compagno per la donna, e che i due caratteri (metodico lui e impulsiva lei) siano una giusta quanto pericolosa miscela.

Indubbiamente i due condividono un fortissimo interesse per tutto quanto concerne il passato dei regni, e di Netheril in partticolare.

La tesi con cui Kassandra ha termiato i suoi studi canonici verteva proprio sull'antica enclave di Shade.


Eledric Omanrys: 
Umano, età ?, LN, Invocatore (14)/Anziano del consiglio (2)
(cfr FR: Shining South" pag 133)






E venne il tempo di partire

L'uomo era annoiato... sapeva che avrebbe dovuto metterisi in viaggio ma la cosa lo... annoiava. Odiava lasciare la comodità della sua casa. Odiava varcare i confini della sua terra cosi... ordinata e... civile. Eppure sapeva che avrebbe dovuto, in qualche modo era suo "compito", essere presente. Non amava le responsabilità. E per questo mentre suo fratello diveniva potente fra gli Harluaan, lui semplicemente si dedicava ai suoi studi. E per lo più questi vertevano in lingue strane e nell'evocare creature di altri piani.

Senti un grugnito. O per la precisione forse meglio dire un brontolio. Come di terra smossa... e di pietre che si sgretolavano infine. Il suo piccolo servo cercava di attirare la sua attenzione... Era davvero giunto il tempo di mettersi in viaggio. Il cerchio era pronto e presto lui si sarebbe ritrovato alle porte della città di Gildenglade. Li avrebbe dovuto recarsi da un mago... Warren? Si gli anziani avevano fatto il suo nome...

Si sollevo dalla sua comoda poltrona... getto riluttante un sguardo alla sua città, alla sua "comoda" città ed uscì dalla stanza. Gro'ntkur, il piccolo elementale che lo serviva si dissolse e tornò ad essere polvere... il suoi servigi non erano più richiesti... forse una volta giunto dal mago avrebbe richiamato qualcos'altro per servirlo... o forse questo Warren era davvero un uomo saggio e illuminato... e presto sarebbe potuto tornare ai suoi studi. E alle sue frivolezze...

Il Figlio ed il Gelo


La luce tremolante del fuoco disegnava ombre sinuose e bizzarre sulla tenda... il guerriero era impaziente e preoccupato... si muoveva in ampi cerchi all'interno della sua dimora, come una tigre costretta all'impotenza e alla prigionia. Non era da lui attendere. Non era mai stato un uomo paziente. E mai come ora si sentiva inerme d'innanzi al volere degli Dei. Le urla che provenivano da oltre il semplice paravento sembravano a tratti disumane... e, odiava doverlo ammettere, lo atterrivano. Malgorth "Molte Lance" signore della guerra della Terre del Nord, terrore delle Marche d'Argento si sentiva piccolo e debole in quel momento. Era sua moglie, Enaeh "Stella del Lago", ad dover combattere... E solo gli Dei potevano assisterla.

L'uomo fissò le ombre. E per un attimo gli parve che le ombre ricambiassero il suo sguardo...



 Era la terza notte di novilunio, ed il cielo sembrava un manto oscuro oltre la cresta dei monti.Il Dorso del Mondo si stagliava alta oltre lo sguardo degli uomini, dalle sue vette innevate era incessante l'ululare del gelido vento del Nord. E il rompo dei massi che cadavano dal Muro sembrava l'eco di battaglie ormai dimenticate. Nell'accampamento della tribù il silenzio era rotto solo dalle grida di Enaeh... tre giorni di dolore e battaglie per portare alla luce il figlio di Malgorth non sembravano aver placato gli Dei. E tra le donne della tribù gli sguardi si facevano terrei. Mentre gli uomini più supersiziosi già temevano il peggio.
Malgorth era un uomo forte e vigoroso. Poche volte gli Uthgardt della tribù dei Lupi Grigi avevano avuto un capo cosi forte. Eppure, per molti, il potere di Malgorth lo aveva reso avido. Ed inviso agli Dei. Alcuni, ma solo quando erano certi di non essere uditi, divevano che Malgorth avesse osato abbattere uno degli alberi vivi...ed ora gli Dei lo avrebbero certamente punito... Ancora grida. Ancora dolore.
Un ombra gelida calò quella notte sull'accampamento... qualcosa era sceso dal Dorso del Mondo per assistere alla nascita del figlio di Malgorth "Molte Lance"...



 Le urla della donna erano cessate da pochi minuti, quando la levatrice uscì portando con se il figlio. Nessun grido del bambino. Nessun urla ne pianto provenire da quella piccola gola. Malgorth sapeva bene cosa questo voleva significare. O almeno così credeva. La donna anziana, bianca in volto come se avesse veduto uno spettro, si muoveva attonita e barcollante verso l'uomo. Gli porgeva un fagotto di tessuti... a braccia tese come per tenere un orrore lontano da se. La bocca avvizzita della vecchia tremolava e sembrava voler articolare parole... parole che si rifiutavano di uscirle.
"Parla vecchia!", e ancora "non giocare con la mia pazienza! O non basteranno tutte le tue Dee a salvarti dalla mia ira!" E gridando queste parole pareva quasi che l'uomo mutasse... che la Bestia che viveva in lui fosse a mala pena tenuta a bada...
Alla fine la donna trovò le parole... a stento e tremanti "...Malgorth, mio signore, è un maschio... è... vivo... ma... non respira..."
Con un gesto rapido e brutale l'uomo avanzò verso di lei, nello stesso modo in cui avanzava arma in pugno contro ogni stolto che avesse osato insultarlo, avanzò furente e le strappò dalle mani l'insieme di coperte e pelli che nascondevano suo figlio.
"Sei una sciocca ed una pazz.." gridò spostando le coperte, e avrebbe continuato così se la sua voce non si fosse d'improvviso spenta. Mentre la grande mano si agitava tra le coperte per scoprire il corpo senza vita del Figlio, una piccola mano lo afferrò... le piccole dita stringevano il suo indice con forza e cupidigia... Malgorth restò impietrito. Non capiva cosa stesse accadendo. E poi vide i due occhi, piccoli, scrutarlo curiosi e vivi. Vivi. Il bambino era li e si muoveva. I suoi occhi cerulei lo fissavano. Le sue dita lo stringevano. Ed era un maschio. E sembrava forte. E.. e la vecchia aveva ragione. Non respirava.