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lunedì 21 ottobre 2013

Promesse, catene per i morti

Il corpo dell'uomo era tra molti in quel che restava di un immenso campo di battaglia... una sfida epica aveva visto i campioni della Luce schierarsi, eterogenei e mutevoli, contro l'emanazione stessa del male... l'incarnazione del demone più oscuro... e ancora una volta gli Dei ed il Fato tutto avevano arriso alla follia dell'uomo e all'impavido cuore dei molti. L'Oscura Signora era stata scacciata ed i suoi araldi dispersi... Ma a quale prezzo? Quale prezzo avevano pagato i molti periti tra le fiamme oscure del Drago? Quanti figli erano rimasti orfani e quante donne si erano risvegliate vedove all'indomani di quella battaglia?

I Figli dei Figli avevano vinto. E il Demone era stato sconfitto...

E l'uomo giaceva trai morti. il suo corpo ferito... dilaniato... la sia carne esposta. E le ossa luccicanti brillavano al sole. Tra i corpi volavano i corvi e... gli sciacalli pascolavano in quello che per loro era un banchetto regale...

Tra tutti i corvi, uno in particolare era strano... il suo piumaggio metallico... le sue ali argentee... volava in cerchi ampi come a cercare qualcosa... un boccone speciale forse... oppure... altro. E ben presto lo trovò... il suo verso lugubre risuonò più volte e l'animale rapido in cerchi sempre più stretti scese fra i morti... le sue zampe d'argento artigliarono il petto dell'uomo... il suo becco appuntito e tagliente ne colpi il petto... sembrava spazientito più che affamato... gridò e beccò... ma ad un tratto... ad un tratto la mano rapida del morto lo afferrò... lo strinse, ma non per ucciderlo... quasi a volerlo riconoscere.

Il morto, che forse così morto non era, esalò un rantolo di dolore... il suono liquido proveniente dai suoi polmoni non era certo un buon segno... ma l'uomo si muoveva... Il corvo saltellò giù dal suo torace... e lo osservava... Ancora nulla... solo rantoli... poi come mosso da una forza antica e disperata l'uomo si mosse.. si girò su un fianco e barcollante si alzò... lentamente come se le sue membra stessero ripercorrendo un percorso eterno... come se la sua anima stesse tornando un brandello alla volta dentro a quel corpo rotto e sanguinante... e l'uomo fu in piedi... infine... il corvo lo fissava e lui fissava il terreno come a cercare un segno... od un oggetto... lo vide poco distante da se e, quasi strisciando, lo raggiunse... si chinò per raccogliere quel nero oggetto... nero come la pece... nero come la morte.

Un sorriso insanguinato apparve sulle labbra dell'uomo... denti rossi del suo stesso sangue... Portò la nera lama, ecco cosa era quell'oggetto, alle labbra e come un amante ne baciò il freddo acciaio nero... "Cathline... non è ancora il momento... non ho mantenuto le mie promesse..."... così l'uomo sussurrò al suo pugnale... ed il corvo d'argento gracchio, felice, in risposta al suo padrone... poi gli volò sulla spalla...

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