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venerdì 19 ottobre 2012

Lei sa!

Indubbiamente era stata una settimana estenuante.
Ma ora l'uomo sembrava sereno e felice, uno dei tanti viandanti che si erano avvicinati alla città durante la notte... Era uno dei tanti volti anonimi, viso con una barba leggermente incolta e il capo rasato da poco... Il suo mantello grigio lo proteggeva del vento freddo ma aveva deciso di abbassare il cappuccio per godersi la frizzante aria del mattino. Il Nord sapeva essere pericoloso con la sua morsa gelida ma all'uomo piaceva sentirne il morso sul viso. Lo faceva sentire... vivo.

Era giunto alla città alle prime luci del giorno, mescolato ai molti viandanti e  ai mercanti che si muovevano celeri e affacciendati per portare i propri beni in mostra al mercato. La vita brulicava frenetica anche in quel posto cosi ostile all'uomo.

Mescolato a questa gente, l'uomo si muoveva con calma serafica. Lui non aveva fretta. Aveva già portato a termine il suo lavoro... per lui iniziava una giornata di riposo e quiete. Almeno fino alla prossima notte. Almeno fino al prossimo segnale.

Ora aveva solo voglia di una coppa di caldo vino speziato. Qualcosa per corroborare la carne e rilasare la mente... e cosi si diresse verso la più vicina taverna.

Fu li che incontrò la vecchia.

Era seduta ai bordi della strada, su un vecchio ceppo, più antico di lei, per quanto sembrasse improbabile. Era li, come seduta su un trono, come in attesa di qualcosa o di qualcuno. In futuro l'uomo avrebbe più volte ripensato a quell'evento come a qualcosa di predestinato. Non fortuito...

Le passo accanto, registro la sua presenza per il semplice fatto che era l'unico essere vivente fermo nel freddo del mattino, immerso in un fiume di persone affaccendate che cercavano di giungere il più rapidamente possibile al caldo.

La vecchia invece era li, ferma. Come una statua. Una statua antica che si animò al suo passaggio e con una voce ferma e decisa attirò la sua attenzione "Ragazzo! Tu, ragazzo! Fermati! Ho qualcosa per te!" e fece per alzarsi... Boltag, erano almeno 20 anni che nessuno lo chiamava più ragazzo, le si avvicinò con fare circospetto. Non si fidava di nessuno. Mai.

"Si, dico a te! Non avrai certo paura di una vecchia donna? Avvicinati!". E cosi fu, Boltag le si avvicinò, anche solo per evitarsi il triste spettacolo di quella donna che cercava di alzarsi mentre cercava al contempo di evitare di essere notato. Cosa ardua, se la donna continuava a gridare in quel modo.

Quando le fu sufficientemente vicino, Boltag venne afferrato dall vecchia. E la sua presa non era per nulla debole ne incerta. Tutt'altro. "Ti ho sognato, ragazzo. Sono giorni che ti aspetto. Qui al freddo. Sono giorni che aspetto di vedere arrivare uno straniero con un mantello degli elfi e il capo calvo. Sono giorni che aspetto al freddo di vedere arrivare un cercatore la cui anima è nera come la pece." e le ultime parole le uscirono come un sibilo. Come una maledizione sputata ai suoi piedi. Boltag cercò di ritrarsi ma la vecchia si stringeva a lui con una forza innaturale. "Lei sa che la stai cercando. E ride di te. Dice che ti aspetterà. Si chiede, metre si prende gioco di te, se ti è piaciuto uccidere tua moglie". L'uomo fu pietrificato da queste ultime parole. Fu pietrificato e agì d'impulso, spingendo lontano da se quella vecchi arpia. E la donne barcollando cadde all'indietro sul suo trono di legno ghiacciato. Boltag la fissava taggelato mentre lentamente e inconsapevolmente stava estraendo la sua nera lama. Poi una voce risuonò calda e confortevole nella sua mente "Non qui, amore, non qui. Non immezzo alla gente. Ti vedranno..." E tanto fu sufficiente all'uomo per riacquistare la ragione e nascondere nuovamente la sua arma. La vecchia sembrava non notarlo neppure... con lo sguardo cieco perso nel vuoto e oscillando sul suo scranno ripeteva in una canilena idiota "lei sa lei sa lei sa lei sa..:".

Boltag perse ogni desiderio di vino e di calore. E senza voltare le spalle a quella vecchia pazza, scappò lontano.





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