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giovedì 18 ottobre 2012

Ricordi d'amore e d'orrore

Lei portava un gioiello al collo.
Era un monile di semplice fattura. Un oggetto semplice ma di fattura... ricercata. Forse era un oggetto antico. O forse era semplicemente il collo di lei a renderlo bello.

Lo ricordava nei suoi sogni. Ricordava il modo in cui la pelle di lei metteva in risalto il chiaro metallo con cui era realizzato. Ricordava quell'oggetto.. ricordava come lo aveva ottenuto... ma soprattutto ricordava gli occhi di lei, e lo sguardo che aveva mentre lo indossava. Mentre le mani leggere e delicate chiudevano la catenella dietro la sua nuca. E il modo in cui i capelli di lei si spostavano leggeri. E il sapore dolce del profumo che emanavano nell'aria.

Lei aveva un profumo speciale, era il profumo delle cose giuste... della felicità.

Ricordava i dettagli. Era attento. Faceva parte della sua "arte". Analizzava tutto. Tutto.
E odiava come la sua mente si rifiutasse di demincare ogni piccolo aspetto. Ogni dettaglio. Anche i più sgradevoli.

E non poteva farne a meno.

Ricordava come aveva ritrovato  il corpo di sua moglie. Ricordava il tremore nella sua anima, le membra che perdevano forza. Ricordava lo spettacolo empio che lo attendeva.... e il rumore secco e stridente di qualcosa che si rompeva dentro di se... della sua anima che andava in frantumi, ricordava la sensazione di desolazione e solitudine.. e di orrore per quello che incosapevole aveva fatto.

Ricordava il monile, insanguinato, al collo di lei. Ricordava di averlo preso con se. Ricordava. Ricordava di essere un mostro.


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