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domenica 28 ottobre 2012

Per colpa di un bene supremo...

Aveva seguito le tracce del sacerdote per giorni. Questa volta, se lo sentiva, non sarebbe sfuggito. Questa volta lo avrebbe avuto fra le mani e nessun elfo lo avrebbe salvato. Non questa volta!

Viaggiava leggero, non sopportava appesantirsi con zaini o altri inutili fardelli. Si era mosso nell'ombra silenzioso e attento a non lasciarsi individuare.

La sua preda, al contrario, sembrava non preoccuparsi di essere seguita. Evidentemente non si sentiva minacciata. Povero prete sciocco... Anche lui viaggiava sa solo... un'opportunità che Boltag non poteva lasciarsi sfuggire.

I primi giorni di viaggio furono semplici e passarono rapidi nella monotonia della routine. Sveglia presto, osservare il prete pregare, e rimettersi in viaggio fino a sera. E cosi via per almeno due settimane. Il prete sembrava diretto verso nord, senza fretta ma neppure senza il desiderio di perdere troppo tempo.
Fu dopo venti giorni di viaggio che Boltag inizio ad essere dubbioso. Era un viaggio lungo, e il sacerdote era solo. L'uomo non era uno sciocco ed era abituato a fidarsi del suo istinto. Se Cashlin i sentiva sicuro nel viaggiare da solo questo voleva dire solo una cosa: i favori del suo dio lo tenevano al riparo di ogni minaccia. O cosi credeva lui. La notte seguente Boltag ne ebbe la prova.
Il sacerdote stava dormendo. L'uomo silenzioso si avvicinò a lui... nel silenzio più totale come un'ombra eterea Boltag calò sulla sua preda...
La lama nera colpi in profondità la carne del prete... tanto a fondo da innondare di sangue anche il braccio dell'assassino. Un colpo ferale che avrebbe ucciso il più robusto dei guerrieri. Ma non fu sufficiente a fermare il cuore di Cashlin. Urlò e si divincolò con una rapidità e una furia inumana... L'impeto della reazione del sacerdote travolse Boltag che finì a terra.

In meno di un secondo i due uomini si stavano fronteggiando... finalmente faccia a faccia.


"Mastro Boltag, ancora tu... cosa fai? cosa ti porta qui?"
"Lurido cane traditore! Non immagini il motivo della mia presenza?", ma Boltag percepì qualcosa di strano nella risposta del suo nemico. Dubbio? Tristezza? Non perse tempo e si avventò nuovamente contro il prete disarmato.
"Boltag! Fermati! non costringermi ad ucciderti!"
Ma all'assassino quelle parole suonarono vuote e stupide. La sua lama cerco la carne di Cashlin più volte in rapida successione e lo colpì. Più volte andò a segno. Più volte colpì il corpo della sua preda.

Ma tutto sembrava inutile. Il prete era sempre in piedi, sembrava immune al morso dell'acciaio.

E all'improvviso Boltag udi il fragore del tuono ed il cielo che ra limpido si fece cupo e nero. Le stelle furono oscurate e il potere del dio di Cashlin si scatenò su di lui. Fu colpito da un fulmine la cui forza fu tale da fargli perdere l'arma e inchiodarlo al terreno.

Boltag era stupito e inebetito dalla forza che si era scatenata contro di lui. L'uomo era davvero protetto da qualcosa che Boltag non avrebbe potuto sconfiggere... non ora. Non in questa nottata. L'odore dei suoi abiti bruciati e della sua pelle annerita lo lasciavano indifferente. Era il timore di non poter portare a termine la sua missione che lo faceva sentire morto dentro.

Cashlin si avvicinò a lui. Si avvicinò con modi gentili e paterni. Boltag era in ginocchio a terra... non aveva la forza di alzarsi. Il prete si avvicinò a lui "Boltag, mi rammarico per come la tua vita si stata trasformata da un mio errore di valutazione. So che non puoi capire quello di cui sto parlando. Ho cercato di far fare a te quello di cui io avevo timore. Ed il mio peccato mi perseguiterà per sempre. Il sangue della tua famiglia è sulle mie mani. Non sulle tue. Quanto è accaduto è accaduto per un bene supremo".

A Boltag quelle parole sembrarono vuote. Cercava di prendersi gioco di lui? Cosa voleva, cosa aveva mai voluto il sacerdote da lui?

"Non posso darti le risposte che cerchi. Ti posso solo dire di dimenticare. Lascia tutto questo alle tue spalle" E si voltò per andarsene. Boltag raccolse tutte le sue energie e balzò contro l'uomo, estrasse un'altra lama e lo pugnalò più volte. Il sacerdote non poteva muoversi. Non poteva fare nulla schiacciato tra il terreno e il peso del suo aggressore. Questa volta i colpi di Boltag ebbero l'esito ricercato. La furia con cui l'uomo colpiva era la furia del padre che aveva visto i corpi dei suoi figli dilaniati. Era la feroce del marito che vendicava la morte dell'amata sposa.
Ma Cashlin non voleva certo morire. E alla fine trovò la forza di divincolarsi e scalciando via l'assassino guadagno spazio... e prima che la belva fosse di nuovo su di lui invocò di nuovo il potere che lo proteggeva...

Boltag fu avvolto da una luce acceccante e il mondo gli fu nascosto. Percepì solo il taglio di mille lame che lo ferivano in profondità.. urlando e maledendo il suo nemico cadde a terra.
Al suo risveglio non c'erano tracce del prete. Nessuna. Boltag cercò di alzarsi ma ci riuscì a fatica. Il suo copro era coperto di ustioni e profondi tagli. Sentiva la morte che veniva a riscuotere il suo pegno.
E la promessa di un riposo eterno quasi lo allietava... avrebbe rivisto forse la sua famiglia.. sua moglie... E fu questo pensiero a ridargli forza. Non poteva morire. Non poteva presentarsi al cospetto di sua moglie senza potergli fare dono della testa di Talinda e di Cashlin.

Si alzo da terra, a fatica e barcollando raccolse la sua nera lama. Su di lei c'era ancora traccia del sangue di Cashlin... del corpo invece nessuna. Era scappato. Vile codardo. Ma lo avrebbe trovato. Non oggi, forse non domani. Ma la sua testa avrebbe fatto parte della sua collezione.

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