Era notte
Era sempre notte nell'anima di quell'uomo. Ed amava muoversi nell'oscurità. Come un segugio aveva seguito fremente le sue tracce. Le seguiva da quasi un anno ormai. Ovunque andava lei lui la seguiva. Come un fedele amante. Come un'ombra. Ma non era il suo amante. Ne la sua ombra. Era il suo cacciatore. L'uomo si era mosso per molte terre e molti luoghi, sempre seguendo il suo istinto e le tracce che lei si lasciava alle spalle. Ogni volta puntuale e preciso. Ogni volta, come il rituale sorgere del sole ed il conseguente calare delle tenebre. La dove lei andava, lui giungeva. La dove lei veniva vista lui accorreva.
Fedele al suo voto. Fedele al suo inseguimento, cosi come al desiderio incontrollabile di porre vite all'esistenza di quella... donna.
Fuori la notte era fredda. Li al Nord il cielo diventava come pece molto rapidamente. Le giornate erano corte e fredde, taglienti come le lame di un assassino... oscure nella loro morsa di ghiaccio.
La neve sofficie era caduta per giorni, era un gioco da ragazzi seguire le tracce della donna su quel candido manto... non aveva avuto nessun problema a trovare la sua abitazione. Ora la scrutava dalla finestra e... per un attimo un brivido di morte gli gelò il sangue. E subito la voce di suo Padre lo ammonì "Non guardarle gli occhi. Non cadere nella trappola di quel mostro. Non puoi permetterlo!".
Boltag non aveva dubbi, era lei, si muoveva come lei. Agli occhi di un profano poteva sembrare una comune ragazza umana, di un comune villaggio umano... sperduto nel bianco di un territorio freddo e ostile. Ma lui sapeva. Lui sapeva. Riconosceva i gesti di lei, il modo in cui si muoveva. Riconosceva i capelli di un biondo intenso. Gli abiti comuni. I gesti incerti. Tutto di lei era per lui... ovvio. E scontato. Lei era il mostro che stava cercando. Lo sapeva... e ancor di più lo sentiva. Ogni goccia del suo sangue lo... sentiva.
Trattenne l'impazienza. "L'impazienza è il tuo vero nemico ragazzo!", suo Padre glielo aveva ripetuto cosi tante volte... e il ragazzo era divenuto un uomo. E l'uomo aveva imparato l'arte segreta della pazienza e della tattica. Della logica fredda e pragmatica. Non c'era spazio per le esitazioni. Non c'era spazio per i dubbi. Lui sapeva. E doveva agire.
E cosi fu. Attese che anche l'ultima candela della casa fosse spenta. E poi compì la sua missione. In pochi, lunghissimi minuti, entrò nell'abitazione. Trovo la donna nel suo letto. E gli tolse la vita...
Mentre usciva nuovamente nel freddo del bosco e riponeva una ciocca dei biondi capelli nel suo scrigno dei ricordi non potè non riflettere di quante volte aveva già ucciso quel demone. Quante volte la sua lama nera aveva reciso la gola di quella creatura. Di quante volte ella era morta e poi ricomparsa in qualche sperduto luogo dei Reami. Dal caldo Sud al gelido impenetrabile Nord, Boltaga aveva viaggiato e colto vite. E per ogni colpo della sua lama un ricordo a riprova del suo voto. Eppure ogni volta Talynda tornava in vita. In qualche oscuro temibile modo ella superava i cancelli della morte per tornare a tormentarlo.
Fissava la sua lama nera, mentre la ripuliva dal sangue di quella creatura... e vi scorse il sorriso di sua moglie. Lei sapeva che il suo uomo non si sarebbe arreso mai. Mai.
Era sempre notte nell'anima di quell'uomo. Ed amava muoversi nell'oscurità. Come un segugio aveva seguito fremente le sue tracce. Le seguiva da quasi un anno ormai. Ovunque andava lei lui la seguiva. Come un fedele amante. Come un'ombra. Ma non era il suo amante. Ne la sua ombra. Era il suo cacciatore. L'uomo si era mosso per molte terre e molti luoghi, sempre seguendo il suo istinto e le tracce che lei si lasciava alle spalle. Ogni volta puntuale e preciso. Ogni volta, come il rituale sorgere del sole ed il conseguente calare delle tenebre. La dove lei andava, lui giungeva. La dove lei veniva vista lui accorreva.
Fedele al suo voto. Fedele al suo inseguimento, cosi come al desiderio incontrollabile di porre vite all'esistenza di quella... donna.
Fuori la notte era fredda. Li al Nord il cielo diventava come pece molto rapidamente. Le giornate erano corte e fredde, taglienti come le lame di un assassino... oscure nella loro morsa di ghiaccio.
La neve sofficie era caduta per giorni, era un gioco da ragazzi seguire le tracce della donna su quel candido manto... non aveva avuto nessun problema a trovare la sua abitazione. Ora la scrutava dalla finestra e... per un attimo un brivido di morte gli gelò il sangue. E subito la voce di suo Padre lo ammonì "Non guardarle gli occhi. Non cadere nella trappola di quel mostro. Non puoi permetterlo!".
Boltag non aveva dubbi, era lei, si muoveva come lei. Agli occhi di un profano poteva sembrare una comune ragazza umana, di un comune villaggio umano... sperduto nel bianco di un territorio freddo e ostile. Ma lui sapeva. Lui sapeva. Riconosceva i gesti di lei, il modo in cui si muoveva. Riconosceva i capelli di un biondo intenso. Gli abiti comuni. I gesti incerti. Tutto di lei era per lui... ovvio. E scontato. Lei era il mostro che stava cercando. Lo sapeva... e ancor di più lo sentiva. Ogni goccia del suo sangue lo... sentiva.
Trattenne l'impazienza. "L'impazienza è il tuo vero nemico ragazzo!", suo Padre glielo aveva ripetuto cosi tante volte... e il ragazzo era divenuto un uomo. E l'uomo aveva imparato l'arte segreta della pazienza e della tattica. Della logica fredda e pragmatica. Non c'era spazio per le esitazioni. Non c'era spazio per i dubbi. Lui sapeva. E doveva agire.
E cosi fu. Attese che anche l'ultima candela della casa fosse spenta. E poi compì la sua missione. In pochi, lunghissimi minuti, entrò nell'abitazione. Trovo la donna nel suo letto. E gli tolse la vita...
Mentre usciva nuovamente nel freddo del bosco e riponeva una ciocca dei biondi capelli nel suo scrigno dei ricordi non potè non riflettere di quante volte aveva già ucciso quel demone. Quante volte la sua lama nera aveva reciso la gola di quella creatura. Di quante volte ella era morta e poi ricomparsa in qualche sperduto luogo dei Reami. Dal caldo Sud al gelido impenetrabile Nord, Boltaga aveva viaggiato e colto vite. E per ogni colpo della sua lama un ricordo a riprova del suo voto. Eppure ogni volta Talynda tornava in vita. In qualche oscuro temibile modo ella superava i cancelli della morte per tornare a tormentarlo.
Fissava la sua lama nera, mentre la ripuliva dal sangue di quella creatura... e vi scorse il sorriso di sua moglie. Lei sapeva che il suo uomo non si sarebbe arreso mai. Mai.


1 commenti:
Wow... Boltag comincia ad essermi simpatico.... I wait the news about him with anxiety:-):-):-):-):-)
Posta un commento